Elezioni: da mezzanotte stop ai sondaggi

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venerdì 8 febbraio 2013

Dalla mezzanotte di domani, sabato 9 febbraio, scatta il divieto di pubblicare sondaggi demoscopici in vista delle prossime elezioni politiche. Sull'argomento si è pronunciata di recente l'Autorità Garante sulle Comunicazioni, che ha bocciato anche l'applicazione per smartphone e tablet "PoliticalApp" dedicata proprio ai sondaggi pre-elettorali; nonostante, ad inizio del mese, la stessa Autorità avesse dato il proprio parere favorevole all'iniziativa.

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La legge italiana – più esattamente la legge 4 aprile 1956 n. 212 – prevede che nei 15 giorni precedenti il voto non siano pubblicati sondaggi, anche realizzati in precedenza. Inoltre il giorno precedente le elezioni non sarà possibile trasmettere o riprodurre comizi, tribune elettorali e messaggi di propaganda politica. La campagna elettorale, iniziata venerdì 25 gennaio, si concluderà a mezzanotte di venerdì 22 febbraio, quando scatterà il silenzio elettorale. I sondaggi (più esattamente gli exit poll, cioè i sondaggi effettuati all'uscita dai seggi elettorali) torneranno ad essere pubblicabili alle 15 di lunedì 25 febbraio, quando le urne elettorali saranno ufficialmente chiuse.

In particolare durante queste elezioni politiche i sondaggi sembrano essere rilevanti, soprattutto per alcuni partiti prossimi a superare la soglia di sbarramento (Fermare il Declino del giornalista Oscar Giannino e Rivoluzione Civile del magistrato Antonio Ingroia). Per i partiti maggiori invece il problema è legato alla possibilità di governare con una maggioranza stabile: mentre alla Camera il premio di maggioranza dell'attuale legge elettorale, che garantisce fino a 340 seggi alla coalizione con più voti, permette di avere un numero congruo di deputati a chi otterrà la maggioranza relativa degli elettorali, il sistema di voto del Senato (che si basa, come espresso dalla Costituzione, su una rappresentanza regionale) rende più incerta l'affermazione di una sola coalizione.

Fonti[modifica]