La crisi del sistema editoriale e il nuovo mondo dell'informazione

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lunedì 14 febbraio 2011

Le nuove sfide del giornalismo nel mondo delle news 2.0

Muta l’approccio dell’individuo alla notizia: in un contesto sempre più interattivo, l’utente si pone al centro del flusso di informazioni, diventandone protagonista. Nuove vie di comunicazione si stanno imponendo a discapito della classica carta stampata: il sistema del giornalismo tenta di rispondere al cambiamento sperimentando nuove strade, come il citizen journalism o il giornalismo pro-am.

L'analisi dei motivi profondi che hanno portato alla crisi del sistema editoriale tradizionale cui stiamo assistendo negli ultimi anni ci porta a riflettere sulle nuove dinamiche di diffusione e fruizione dell'informazione, secondo modalità che stanno assumendo un peso sempre più rilevante. Il giornale cartaceo non è più il veicolo principale attraverso cui passano le notizie: a fronte della perdita di lettori dei quotidiani tradizionali, gli utenti dei canali digitali crescono a ritmo esponenziale.

L'informazione oggi è quindi più fluida, immediata, veloce. Il Web diventa una piattaforma in cui il lettore non è più una figura passiva, ma seleziona le news che più gli interessano, esprime le sue opinioni sui fatti del mondo, le condivide con altri lettori attraverso commenti, blog e social network, fino a creare veri e propri siti web personali che producono e diffondono notizie. Il giornale oggi, dunque, non ha più la funzione di aggregazione sociale di un tempo. L'universo editoriale, se non vuole perdere la sua centralità ed essere relegato a un ruolo di nicchia – o essere destinato a scomparire del tutto – deve quindi trovare la strada per rispondere a quest'esigenza dei suoi lettori, sperimentando nuovi paradigmi.

In America, dove la crisi editoriale si fa sentire ancor più che da noi, si stanno facendo interessanti esperimenti nel tentativo di rispondere a questi cambiamenti. I modelli che fino ad ora sembrano aver ottenuto maggiori riscontri positivi paiono essere quello del citizen journalism, o giornalismo partecipativo, che prevede il coinvolgimento in prima persona del pubblico, con la creazione di testate e siti web che propongono informazioni prodotte "su richiesta" dei lettori, e del giornalismo pro-am, che vede operare l'uno accanto all'altro giornalisti professionisti e non.

Forse è questa la strada che potrà consentire ai nostri giornali di recuperare credibilità nei confronti di un pubblico sempre più attento, tornando ad occupare un posto di prestigio nel panorama dell'informazione.

Fonti [modifica]