Wikinotizie:Storie in preparazione/Intervista a Frieda Brioschi
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I lettori di questo articolo sono invitati a tener presente che gli eventi narrati non sono ancora avvenuti oppure sono avvenuti dopo che questo articolo è stato scritto.
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Frieda Brioschi (11 ottobre 1976) vive nei dintorni di Milano, dove lavora come programmatrice; è stata uno dei 18 membri fondatori di Wikimedia Italia e il suo primo presidente.
Nel luglio 2007, è stata eletta, prima italiana, come membro del Board of Trustees di Wikimedia Foundation. Portato a termine il suo secondo mandato come presidente non si è ricandidata per WMI, per non incorrere in un possibile conflitto di interessi tra le due cariche.
A settembre 2007, le è stato offerto un posto onorario nel consiglio direttivo di Wikimedia Italia, che ha accettato. Con il titolo di Wikimedia evangelist si occupa delle relazioni pubbliche dell'associazione.
Wikinotizie: Jimbo Wales ha paragonato Wikipedia a "una salsiccia: è possibile che ti piaccia il gusto, ma non devi necessariamente sapere come è fatta"[1]. Metaforicamente parlando, cos'è per te Wikipedia?
Un cuscino di piume. Non ha mai la stessa forma e se ci dormi bene lo adori, ma se ci dormi male non puoi proprio vederlo!
WN: Parliamo della Wikimedia Foundation: quali sono i suoi rapporti con Wikipedia? E quali le sue responsabilità? Una recente sentenza di una corte francese[2] ha aperto alcuni interrogativi. Cosa dovrebbe fare e non fa la fondazione?
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WN: Sei entrata a far parte del Board of Trustees di Wikimedia Foundation. Parlacene in dettaglio. Cosa pensi di aver portato di nuovo nel Board? Cosa sta facendo meglio e peggio?
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WN: E per quanto riguarda il direttivo di WMI? Cosa ne pensi del nuovo presidente Gianluigi Gamba? Come dev'essere per te il direttivo perfetto?
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WN: Quale dovrebbe essere in futuro il ruolo dei chapter regionali come Wikimedia Italia? Cambierà il loro potere decisionale? Esiste qualcosa che i chapter possono fare che la Wikimedia Foundation non può?
Credo attualmente Wikimedia Foundation non si renda ancora conto delle potenzialità della struttura che ha creato. I chapters offrono a WMF dei servizi (penso alla rassegna stampa, al disbrigo delle noie legali di "bassa portata", i progetti business) che aiutano la fondazione nella sua aspirazione di internazionalità. Inoltre i chapter, essendo ben inseriti nel territorio, possono partecipare attivamente alla vita culturale di una nazione, partecipando o organizzando eventi ad esempio.
WN: Commons, Wikibooks, Wikinotizie, Wikiquote, Wikisource, Wikispecies, Wikiversità, Wikizionario: sono tanti i progetti che fanno capo a Wikimedia, fratellini minori della ciclopica enciclopedia. Essi hanno un problema di visibilità vivendo all'ombra di Wikipedia. Secondo te, è possibile fare qualcosa per aumentare la loro fruibilità e importanza? La WMF o i chapter potrebbero fare qualche azione pubblicitaria utile per renderli più famosi?
Mi sembra che WMI sia ben impegnata in questo settore: wiki@home aiuta a promuovere Wikinotizie e il recente biblioteca, così come alcune iniziative in atto, aiutano a parlare di più di Wikisource.
Io credo che WMF sia ancora troppo presa a inseguire la fama di Wikipedia e a rafforzare il suo brand per pensare agli altri progetti; non escludo e, anzi, mi auspico che presto inizierà ad occuparsi più attivamente anche degli altri progetti.
WN: Un paragone quantitativo fra le edizioni in lingua inglese e in lingua italiana è nettamente in favore della prima, un divario facilmente spiegabile tenendo presente anche solo il numero differente di madrilingua. Quali sono, allora, i punti di forza della Wikipedia in lingua italiana rispetto alle altre 250 edizioni circa esistenti?
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WN: E i punti deboli? Le leggi italiane, in un certo senso, non ci aiutano...
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WN: Più in generale, quali sono i difetti di Wikipedia? Supponiamo per assurdo che tu ne sia il capo unico e incontrastato, con la massima libertà decisionale. Cosa cambieresti in essa, se ne avessi la possibilità?
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WN: Robert Cailliau ha affermato che Wikipedia è contraria alla struttura e allo spirito decentralizzato del Web[3]. Tuttavia, secondo The Observer, Wikipedia è uno dei quindici siti web che hanno cambiato il mondo[4]. Quali sono i pregi di un così importante progetto?
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WN: Ha cambiato anche il tuo, di mondo? Chi era Frieda Brioschi prima di Wikipedia?
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WN: Godi della fiducia e della stima di molti wikipediani (e non solo). C'è addirittura chi dice di amarti. Come hai conosciuto Wikipedia e che cosa te l'ha fatta apprezzare così tanto da diventarne (si può dire?) una colonna?
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WN: Parliamo della Frieda che pochi conoscono, della Frieda utente comune. Quali sono i tuoi contributi maggiori nel namespace 0?
Le virgole, gli accenti e gli orfanelli! Non sono mai stata una autrice particolarmente generosa, ma quello che mi piace dei miei contributi è la loro eterogeneità: ho scritto di comarche spagnole, di comuni italiani, della lingua berbera, diverse biografie.. non mi sono certo annoiata.
WN: E la Frieda presidente e membro del direttivo? Raccontaci un aneddoto della tua "carriera" wikipediana al di fuori dei limiti virtuali, un episodio che ti è rimasto impresso nel cuore.
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WN: La vita nella comunità di Wikipedia non è sempre rose e fiori, le polemiche sono all'ordine del giorno. C'è stato un "momento no" nella tua carriera wikipediana?
FB: di sicuro più d'uno. Ma non me li ricordo distintamente. Negli anni ho imparato a staccare quando mi rendo conto che mi arrabbio più del solito o a collaborare da anonima o sotto altro nome limitandomi a scrivere voci e a dimenticare tutta la parte di discussioni. Quel che so è che è la "parte comunitaria", le discussioni generali sulle policy, che accendono gli animi, più che gli scontri ideologici sulle voci dell'enciclopedia. Quelli ci vuol poco a spegnerli, per la comunità.. non basta un'autopompa dei pompieri!
WN: Cosa ti aspetti in futuro per te e Wikipedia?
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WN: Wikipedia è di fatto, la più grande enciclopedia del genere umano. Il suo impatto nell'apprendimento della conoscenza è forte, tanto da arrivare sui banchi e le cattedre universitarie, e abbattere barriere quali finanziarie e linguistiche. Eppure, non sta bene proprio a tutti. Siamo al sicuro? Potrebbe un giorno essere costretta a chiudere i battenti?
FB: se capitasse di dover chiudere ritengo piuttosto improbabile che accada perché non stiamo bene a qualcuno. E' più probabile che sia per un tracollo finanziario (ossia ci potremmo trovare senza i fondi necessari per andare avanti) o potremmo avere dei grossi guai legali (diffamazione, diffusione di contenuti coperti da copyright) per un non sollecito intervento di rimozione dei testi. Questi mi sembrano i punti che dobbiamo sempre tenere presenti anche nel contributo quotidiano.
WN: Wikimedia è no profit, sorretta da donazioni private. I costi, lo sappiamo, crescono di pari passo al successo di Wikipedia, ed è un problema. Quale piano di business dovrà avere, nel medio periodo, la Wikimedia Foundation? Cosa faremo se un giorno il logo di Wikipedia perdesse l'appeal che ha ora e portasse minori introiti nelle casse della fondazione? È sostenibile basarci fondamentalmente sulle sole donazioni di privati? Non sarà il caso di cercare appoggi statali?
Il problema non è stato finora affrontato sistematicamente. Innanzitutto attualmente il logo di Wikipedia è sfruttato pochissimo e non sono sicura che sia solo per non fargli perdere appeal, costringendolo ad una sovraesposizione.
WN: Wikipedia è recentemente uscita in una versione su DVD. Hai avuto modo di visionarla? Quali vantaggi offre secondo te un'edizione su disco rispetto a quella online? E rovesciando la domanda?
Pur avendo collaborato al progetto Wikipedia su DVD, non ho avuto modo di vedere il prodotto finale, ma solo un po' di screenshot. Il dvd è stato pensato per chi non ha a disposizione una connessione a banda larga e/o una connessione continua alla rete, in particolare le scuole e gli studenti. I pro e i contro dei due "supporti" sono: il dvd fissa una versione di Wikipedia mentre il sito continua ad evolversi (il dvd potrebbe contenere errori che sul sito sono già stati corretti..), il sito presenta molte più immagini perché il dvd esclude tutte quelle non rilasciate con licenza libera (da questo punto di vista il dvd presenta bene il nostro "fallimento" nel fare di Wikipedia un'enciclopedia libera illustrata da immagini libere), il sito è decisamente più vasto del dvd (l'attuale versione è su un unico dvd e sono stati necessari dei tagli per ragioni di spazio), chi diffida del web trova le enciclopedie su dvd/carta più credibili.. insomma, si tratta proprio di due prodotti diversi che si rivolgono ad un pubblico abbastanza diverso.
WN: Le polemiche legate all'attendibilità di Wikipedia non finiscono mai. Cosa ne pensi? Si dice sempre che un giorno gli anonimi non potranno più editarvi.
FB: alle polemiche ho un'unica risposta da dare: chiedete ai nostri fruitori. Io che collaboro a scriverla e che talvolta la uso sono ben consapevole della qualità di Wikipedia, inoltre gli studi che sono stati fatti hanno fornito dei dati tangibili sul nostro lavoro. Wikipedia è un sito online e va usato come tale: non prendendo come oro colato tutto quello che c'è scritto, ma affrontandolo con spirito critico e confrontandolo con altre fonti. La stessa tecnica che mi sento di consigliare anche a chi usa solo libri: è un'esperienza che mostra i limiti dell'uso di una sola fonte, che consente di raccogliere molto più materiale e che permette di notare almeno le imprecisioni, da cui nessuno è esente. Per quel che concerne gli anonimi, mi auguro e mi batto affinché quel giorno non arrivi mai: la libertà di 'pedia verrebbe drasticamente stroncata da una simile decisione.
WN: Wikipedia cresce, sempre di più. È inarrestabile? Esiste un traguardo, un limite massimo, un obiettivo?
FB: Non esiste un traguardo mentre esistono diversi obiettivi e direi che abbiamo un limite massimo. Parto dall'ultimo, che è anche il più semplice: il limite massimo secondo me è la sostenibilità del progetto in termini di spazio, di server e di banda necessari a tenerlo in piedi. Gli obiettivi sono tanti e vanno da quelli più a breve termine a quelli a lunghissimo termine. Mi piace ricordare il miglioramento della qualità delle voci di Wikipedia, che è un tema molto ambizioso e complesso; la completezza delle categorie del sapere, il che significa realizzare una piccola enciclopedia tematica all'interno di un'enciclopedia generale; raccogliere la conoscenza, il fine dell'enciclopedia stessa.
WN: Ti rendi mai conto della potenza di quello che hai aiutato a costruire? Sei cosciente del fatto che Wikipedia ha migliorato la vita di molte persone?
FB: Nì. Me ne accorgo quando le persone mi raccontano come usano i nostri progetti e quanto gli sono d'aiuto. Un amico mi raccontava del nipotino alle prese col dvd di Wikipedia, in treno il barista mi spiegava che lui Wikipedia la usa come motore di ricerca. Ecco, sono le testimonianze che mi aiutano a comprendere quello che stiamo facendo. Di mio ho un grosso difetto: sono molto più propensa a vedere le cose che ancora ci sono da fare più che soffermarmi su quelle fatte.

