"Tutta un'altra scuola 2018", appuntamento l'8 settembre a Bologna

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sabato 23 giugno 2018

Una giornata densa di opportunità, di novità, di occasioni, di incontri: l'8 settembre approda al Teatro Testoni Ragazzi di Bologna (via Matteotti 16, dalle 9 alle 19) la terza edizione della festa-convegno di "Tutta un'altra scuola", la Rete nazionale delle esperienze educative a misura di bambino. «Si continua così nell'impulso positivo di trasformazione dei paradigmi dell'apprendimento, che fa sempre più breccia tra genitori, educatori e insegnanti» spiega Claudia Benatti, coordinatrice del gruppo di esperti del mondo dell'educazione che, con il coordinamento di Terra Nuova, porta avanti il progetto.

La giornata-evento sarà articolata in più proposte: il convegno-salotto "Scuola mia fatti capanna. Ambienti, atmosfere, persone e relazioni formano ed educano l'essere umano" (aperto a tutti su iscrizione; per gli insegnanti è previsto l'attestato valido ai fini dei crediti formativi); i colloqui individuali con gli esperti (su iscrizione); attività e laboratori per i bambini, liberi e gratuiti per la cittadinanza; gli stand informativi, anch'essi con accesso libero.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO E LE INFO PER ISCRIVERSI

Il progetto "Tutta un'altra scuola" è nato quattro anni fa da un'idea di Terra Nuova, la comunità che da quarant’anni racconta e pratica l’ecologia dell’azione e del pensiero. Si è costituito un gruppo di lavoro, di cui fin dall'inizio fanno parte protagonisti delle scuole pubbliche nelle quali sono in atto cambiamenti importanti, delle scuole Steiner Waldorf, di quelle che seguono il metodo Montessori, poi ancora voci autorevoli e competentu delle scuole parentali e libertarie, dell’educazione esperienziale, fino all’homeschooling e alla pedagogia del bosco. E questo tavolo tecnico lavora da quattro anni per censire, raccontare e mettere in rete le esperienze educative che in Italia mettono il bambino al centro.

«L’idea che ci muove è quella di dare voce alle realtà educative che oggi in Italia hanno deciso di mettere il bambino al centro, siano esse pubbliche o private, strutturate o destrutturate, con una gerarchia o un’organizzazione orizzontale) - spiega Claudia Benatti, coordinatrice del progetto - vogliamo portare il loro racconto al pubblico, favorire il confronto tra esperienze, mettere in rete i patrimoni di conoscenze, informazioni, tentativi riusciti e non, che possono nutrire l’aspirazione a un modello educativo e scolastico differente da quello che oggi si è andato cristallizzando e all’interno del quale spesso non stanno male solo i bambini, ma anche gli operatori e le famiglie».

«Mai come oggi appare evidente, a chi possieda una sensibilità pedagogica non normativa e non autoritaria, che l’approccio scolastico convenzionale per molti versi è divenuto obsoleto e inadeguato - prosegue Benatti - E non si tratta solo delle procedure o della frequente mancanza di considerazione nei confronti dei bambini e dei ragazzi, ma emerge anche una crisi di credibilità ed efficacia rispetto agli obiettivi dichiarati. Occorre fare in modo che la scuola abbia a cuore l’interesse peculiare di bambini e ragazzi, che li coinvolga nelle scelte, che ne coltivi singolarità e vocazioni. Oggi la scuola convenzionale rischia spesso di essere un luogo schiacciato da logiche "altre", che impongono contenuti, metodi e procedure di selezione e competizione. Nel tempo è cresciuta la consapevolezza nei bambini, nei ragazzi e nelle loro famiglie che la proposta educativa è inadeguata e spesso mortificante. Una proposta che non è nella maggior parte dei casi capace di coinvolgere, di interessare, di motivare adeguatamente i suoi ospiti». «Di contro, da molto tempo, ma con particolare forza più recentemente, sono nate esperienze alternative di educazione per bambini e ragazzi - aggiunge ancora Benatti - Proposte certamente anche molto differenziate tra loro ma in generale accomunate da una preoccupazione comune: quella di fornire a bambini e ragazzi, a bambine e ragazze, risposte corrispondenti a quello che essi sono più autenticamente, risposte ai loro interessi, alla loro natura, alle loro potenzialità. Questo mondo, almeno qui in Italia, finora ha dialogato relativamente poco. Appare invece urgente, proprio per fornire risposte organizzate, orientamento e approfondimenti, attivare iniziative che consentano agli attori di questo mondo sommerso di incontrarsi, conoscersi, confrontarsi, con lo specifico obiettivo di affermare nuove idee per la formazione dei bambini e dei ragazzi. È urgente e vitale conoscere e valorizzare tutti quei percorsi dove i bambini e i ragazzi possano finalmente essere davvero pienamente coinvolti, come soggetti a pieno titolo, come persone che possiedono intelligenza ma anche emozioni, intuizioni, immaginazione, creatività, corporeità. Ed è questo che cerchiamo di fare con "Tutta un'altra scuola". Speriamo che in tanti si uniscano a noi».


Fonti[modifica]