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È stata uccisa una giornalista in Cisgiordania

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mercoledì 11 maggio 2022

Shireen Abu Akleh era una giornalista dell'emittente Al JazeeraWikipedia-logo-v2.svg e si trovava nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, quando è stata raggiunta da colpi di arma da fuoco, nonostante avesse l'elmetto e la scritta "Press" sul giubbotto. Secondo Al Jazeera, la giornalista è stata uccisa a sangue freddo, raggiunta da un proiettile in pieno volto. La dinamica dell'incidente non è chiara e già si scarica la colpa tra le parti interessate; il Presidente della Organizzazione per la Liberazione della PalestinaWikipedia-logo-v2.svg, Abu MazenWikipedia-logo-v2.svg ha indicato come colpevole della morte della giornalista l'esercito israeliano condannando "il crimine di esecuzione da parte delle forze di occupazione israeliane, della giornalista Shireen Abu Akleh". Anche la stessa emittente qatariota, di cui faceva parte la giornalista dal 1997, ha addossato le colpe su Israele accusandola di "aver rotto le norme internazionali". L'esercito israeliano ha aperto un'indagine sulla morte della giornalista e sul ferimento di un altro giornalista, Ali Samodi, denunciando la presenza di decine di palestinesi armati contro i militari israeliani. Più cauto il premier israeliano Naftali BennettWikipedia-logo-v2.svg il quale ha fatto notare che "c'è una probabilità da non scartare che palestinesi armati che sparavano in modo selvaggio abbiano provocato la dolorosa morte della giornalista". A seguito dell'omicidio della giornalista, ci sono già state le prime richieste di indagini approfondite sia da parte dell'ambasciatrice ONU Linda Thomas-Greenfield, sia dal portavoce del dipartimento di Stato americano Ned Price e congiuntamente anche dal governo francese, dove si esige che venga fatta luce sull'accaduto.

Fonti[modifica]