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Alessandra Battaglia racconta a Verissimo l'inferno passato per colpa del padre violento: picchiava a sangue me e mia madre

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Domemica 3 maggio 2026

Ieri pomeriggio durante la puntata pomeridiana del programma Verissimo, condotto da Silvia Toffanin, c'è stata come ospite Alessandra Battaglia, nota attrice, poetessa, speaker, divulgatrice e docente di uso della voce, dizione, arte oratoria e lettura interpretativa, che ha raccontato dell'inferno cha da bambina ha passato per colpa di un padre estremamente terribile, crudele e violento. La Battaglia ha raccontato di come si scagliava con ira addosso a lei e alla povera madre, persino senza motivo: la donna ha infatti racontato di come tante volte da bambina, mentre si trovava a fare i compiti, suo padre di punto in bianco la colpiva da dietro con uno schiaffo forte e la scaraventava in terra. Ma a rendere più terribile e straziante la storia è il momento in cui la Battaglia racconta di come il padre picchiava la madre persino quando si ammalò di un tumore ormai allo stato terminale. Successivamente poi la madre morì e Alessandra restò da sola con il padre. Tuttavia lei in quel periodo, siccome conviveva con il compagno, cercava di non stare mai in casa per non subire le crudeltà di quell'uomo. L'ultimo episodio brutale dell'incubo raccontato da Alessandra è stato quando lei, che aveva lasciato ancora vestiti in casa del padre, andò a prenderli e si chiuse in camera per cambiarsi. E lui preso da un atto di ira, ruppe la porta, entrò dentro e iniziò a picchiare brutalmente la figlia, tirandole addosso tutti gli oggetti che aveva in camera, poi non sapendo più cosa tirarle addosso, prese un termosifone portatile e glielo mise sulla testa, in quanto secondo Alessandra, il suo intento era quello di "schiacciargliela. In seguito la Battaglia ricorda di aver preso forza e di aver spostato quel termosifone e il padre è andato poi in cucina a prendere un coltello, ma per fortuna che Alessandra, col suo telefono riuscì a chiamare aiuto, inoltre le sue urla vennero sentite dal vicinato che chiamarono subito la polizia. Quest'ultimi sono poi entrati nell'appartamento e hanno trovato Alessandra piena di tagli, ematomi e sporca di sangue, ma fortunatamente ancora viva, tant'è che Alessandra ricorda ancora un poliziotto che le disse: "fortunatamente questa volta siamo arrivati in tempo". Successivamente dopo quest'incubo, Alessandra decise di denunciare il padre, il quale venne condannato a 2 anni e 3 mesi, seppur i suoi legali riuscirono a giustificare il comportento disumano e terribile del padre come "una giusta educazione verso una figlia con un carattere indomabile e ribelle". Ma alla fine il padre di Alessandra morì di malattia e dopo aver ricevuto quella notizia, lei iniziò a sentirsi libera, anche di andare in giro, senza più la paura di incontrarlo. Nel concludere l'intervista Alessandra ha confessato che, seppur l'inferno passato, ha deciso di perdonare il padre, ma lo ha fatto per se stessa, in quanto portargli rancore non avrebbe fatto altro che fomentare ancora dolore.

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