Brasile: localizzata una tribù indigena sconosciuta

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martedì 1 febbraio 2011

La Foresta amazzonica occupa un'area che supera i 7 milioni di km²

Sorvolando in elicottero la Foresta amazzonica al confine tra Brasile e Perù, alcuni membri della FUNAI, la Fundação Nacional do Índio, hanno scattato fotografie ad uno sconosciuto gruppo di indigeni che, apparentemente, vivrebbero in totale isolamento dal resto del mondo.

Si tratterebbe di una "tribù degli uomini rossi" – gli adulti hanno il corpo completamente dipinto di rosso – che vive in maniera stanziale in una zona impervia della foresta brasiliana vicino al confine con il Perù. Abitano in piccole capanne costruite di legno e paglia, e sembrano forti e in buona salute; non vi è penuria di cibo, anzi a fungere da fonte di sostentamento sono probabilmente le coltivazioni di papaya e manioca che circondano la zona d'insediamento.

Le fotografie sono state scattate durante una ricognizione da alcuni esponenti della FUNAI, fondazione sostenuta dal governo brasiliano sorta per tutelare le popolazioni indigene locali, e cedute all'organizzazione internazionale non governativa Survival International, che le ha a sua volta pubblicate per documentare l'esistenza di tribù stanziali e cercare di garantirne dunque i diritti territoriali contro il diboscamento.

Secondo questa ong internazionale, che opera a livello globale per sostenere i diritti delle popolazioni tribali, il massiccio diboscamento illegale sul lato peruviano della foresta – peraltro già testimoniato, l'anno scorso, da una serie di voli effettuati dalla Upper Amazon Conservancy – starebbe infatti mettendo seriamente a rischio la sopravvivenza di numerosi popoli indigeni, e tra essi quello degli "uomini rossi". D'altro canto anche le autorità brasiliane ritengono che il fenomeno di deforestazione sia la causa della migrazione oltre confine di numerosi gruppi peruviani, e considerano in tal modo probabile che nel loro territorio le nuove tribù possano trovarsi in conflitto con i gruppi già residenti.

Sono diversi anni che Survival International, insieme ad altre ong, sta promuovendo una campagna che spinga il governo del Perù a prendere coscienza della situazione e a fermare quella che è una vera e propria invasione di taglialegna; tuttavia in più occasioni la risposta del governo presieduto da Alan García Pérez sarebbe stata, testualmente, che tali indigeni «non esistono». La documentazione fotografica fornita dalla FUNAI potrebbe dunque contribuire a rallentare il processo di disboscamento illegale sul lato peruviano della Foresta amazzonica, permettendo ai gruppi tribali di continuare a vivere nel loro ambiente d'origine.

Fonti[modifica]