Commessa uccisa in un colorificio a Caravaggio, l'assassino si costituisce

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giovedì 1 marzo 2007

Una commessa sessantaquattrenne, Luigia Polloni, è stata trovata senza vita nel tardo pomeriggio di ieri all'interno del colorificio in cui lavorava, nel centro di Caravaggio, in provincia di Bergamo. Il corpo seminudo della donna è stato ritrovato nel bagno del negozio dal titolare del colorificio, accorso sul luogo dopo essere stato allertato da alcuni commercianti della zona che avevano notato le luci accese all'interno del negozio nonostante la porta d'ingresso fosse chiusa.

Il cadavere della commessa presentava numerose ferite d'arma da taglio ed era intriso di sangue. All'interno del negozio risultava essere stato rubato solo il denaro contenuto nel registratore di cassa, mentre non risultavano altri segni di effrazione; il pavimento dell'esercizio presentava copiose tracce di sangue.

La Polloni, nota a tutti in città come Isa, viene descritta dagli abitanti del rione Folcero come una donna tranquilla e curata; era originaria di Chiari, ma lavorava nel colorificio Isso Color di Caravaggio da più di quindici anni.

L'assassino reo confesso è risultato essere Vincenzo d'Errico, un tossicodipendente trentasettenne residente a Caravaggio, che dopo aver commesso il macabro delitto nel pomeriggio del 28 febbraio si è recato in treno a Cremona, dove si è costituito presso le forze dell'ordine. L'uomo era già noto agli inquirenti: circa un mese prima aveva derubato un'anziana vicina di casa, per poi restituire il maltolto e minacciare il suicidio in preda al rimorso per il gesto; solo pochi giorni prima aveva inoltre fatto irruzione in un negozio di animali di Caravaggio ed aveva sequestrato per diverse ore la giovane commessa, la quale, in stato di shock, aveva sporto denuncia solo il 27 febbraio presso la stazione di polizia della cittadina bergamasca.

Nel frattempo, l'esame autoptico svolto sul corpo della donna ha escluso l'ipotesi di una violenza carnale, che era stata ventilata in un primo momento per via delle particolari condizioni in cui era stato rinvenuto il corpo esanime.

Fonti