Crisi di governo: Napolitano chiude la legislatura e scioglie le Camere, al voto

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mercoledì 6 febbraio 2008

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ufficialmente sciolto le Camere, dopo aver sentito i presidenti Fausto Bertinotti e Franco Marini, che, all'uscita dagli incontri tenutesi ieri alle 18.00 e alle 19.00, non hanno voluto rilasciare commenti per la stampa.

Questa mattina, Romano Prodi è salito al Quirinale alle 11.30 e ha controfirmato, come da prassi, il decreto di scioglimento dei due rami del Parlamento.

Alle 13.00, ultima riunione del consiglio dei ministri che stabilirà la data delle elezioni, ultimo atto formale del governo.

Napolitano, nel discorso ai giornalisti, ha detto: «Elezioni così anticipate sono un'anomalia. La mia scelta è stata obbligata. Ringrazio Marini per l'impegno e lo scrupolo. Ora i partiti diano prova di responsabilità»

Con questo atto si apre quindi, ai sensi dell'articolo 88 della Costituzione Italiana, la stagione di campagna elettorale. Le elezioni dovrebbero avvenire il 13 e 14 aprile 2008, in linea con il limite di 70 giorni dopo lo scioglimento delle Camere, sancito dalle norme costituzionali.

Tra le prime reazioni politiche, si registra quella di Walter Veltroni, che ha annunciato, date le imminenti elezioni, che presenterà le dimissioni dalla carica di sindaco di Roma, dopo l'approvazione del PRG (Piano regolatore generale).

Fonti[modifica]