Diliberto attacca: «Veltroni e Berlusconi promessi sposi», Matteoli: «Veltroni è il finto nuovo della politica Italiana»

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domenica 10 febbraio 2008
Oliviero Diliberto, leader del Partito dei Comunisti italiani, ha attaccato il leader del PD, Walter Veltroni, spiegando che dopo le elezioni il sindaco di Roma si alleerà con Berlusconi: «Veltroni e Berlusconi sono i promessi sposi della politica italiana: dopo le elezioni faranno il governo insieme» e sostiene che «per evitare questo patto scellerato bisogna dare più forza alla sinistra». Critico anche sulla scelta del Partito Democratico di presentarsi alle elezioni da solo: «è autolesionismo e lesionismo allo stesso tempo: una pulsione omicida e una suicida».

Contro il parere di Diliberto Rosy Bindi, ministro per la Famiglia, definendo il discorso del segretario del PD «un discorso forte e bello». «Walter - secondo Bindi - apre la nostra campagna elettorale dando voce alle speranze migliori e al bisogno di futuro degli italiani. Lo ha fatto con la passione di chi conosce le grandi energie di questo Paese e scommette, con fiducia e realismo, sulla volontà di cambiare l'Italia».

Critico sul discorso il centrodestra, che per bocca del portavoce di Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti afferma: «Veltroni sbarca da Marte e ci tiene un sermone domenicale». «Ma stiamo ai fatti: dove era lui in questi due anni in cui il governo della sinistra ha messo in ginocchio l'Italia? E prima di rialzare la politica, non sarà meglio rialzare l'economia italiana e gli italiani sommersi da una gragnuola di tasse del governo Prodi?».

Una dichiarazione anche da AN, con Altero Matteoli: «Veltroni è il finto nuovo della politica Italiana ed il suo discorso è stato davvero privo di contenuti. Abbiamo ascoltato solo annunci vuoti. Da oltre trent'anni in campo - continua Matteoli - ora tenta di presentarsi come il nuovo, dopo essere stato comunista, direttore dell'Unità, segretario dei Ds, vicepresidente del Consiglio nel primo governo Prodi. Ha promesso la diminuzione delle tasse ma senza interventi seri sulla spesa pubblica ciò è destituito di fondamento». «Sarà il centrodestra a diminuire le tasse ai cittadini con interventi forti, non con le elemosine prodiane e veltroniane. E lo farà - concludendo - con forti aiuti alle famiglie e alle imprese per riavviare lo sviluppo e la crescita».

Anche il politico dell'UDC Maurizio Ronconi dice la sua: «Per la prima volta un comizio elettorale in un cimitero. Veltroni, oltre a fare tante promesse agli italiani, ha detto tante bugie di fronte alle migliaia di morti che riposano nel cimitero di Spello, adiacente alla piazzetta del suo comizio». «Non so se la scelta è bene augurate ma la caduta di stile e la mancanza di rispetto - parla Ronconi - hanno passato ogni limite. D'altra parte da un laico travestito da cattocomunista non ci si poteva aspettare altro».

Entrando nello Stadio Flaminio per il match di rugby Italia-Inghilterra, fa una dichiarazione il leader dell'UDC, Pier Ferdinando Casini: «Il discorso di Veltroni a Spello non l'ho ascoltato. Comunque le promesse sono importanti, ma ancor più importanti sono i fatti, e il bilancio di Veltroni è fallimentare. Idem per Prodi». Stringendo a sé la figlia risponde a una domanda la quale chiedeva se avesse sentito il leader della CDL: «Sono qui per godermi una giornata di sport, quello ancora vero».

Si esprime anche l'esponente leghista Roberto Castelli: «Ho qualche dubbio sul fatto che Prodi e la sinistra abbiano salvato l'Italia, ma questo non mi interessa. Ho la certezza, invece, sul fatto che hanno rovinato le famiglie italiane e questo purtroppo mi interessa». - aggiunge - «Al posto che le 'trombonate' da balcone di piazza Venezia ora Veltroni si ponga in ginocchio come leader di quella ex maggioranza, ora minoranza, e chieda scusa a nome di tutti al popolo italiano per averlo reso povero, insicuro e zimbello da stampa internazionale».

Fonti[modifica]