Discussione:Afghanistan: ancora scontri a Bala Morghub/Commenti

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Commenti

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il silenzio dall'Afghanistan[modifica]

Le notizie che arrivano dal teatro afghano, per quanto riguarda i militari italiani, son sempre state pochissime o nulle (salvo qualche notizia sulla ricostruzione che sa tanto di marketing). Il fatto che ultimamente si parli più spesso (ma rigorosamente in sordina e con abbondante uso di eufemismi: le postazioni si "neutralizzano", così nessuno si immagina i cadaveri) dei combattimenti che coinvolgono gli italiani mi fa pensare due cose: o i combattimenti hanno davvero assunto proporzioni preoccupanti, o finalmente l'Italia inizia a sdoganare (pian piano) la notizia che anche noi siamo in guerra.

Speriamo... anche perché quest'estate si preannuncia davvero calda, e quasi nessuno sa - ad esempio - che già l'estate scorsa a Bala Morghub i combattimenti sono stati quasi quotidiani. L'Italia poi gestisce almeno altre 2 FOB: una a Delaram, nel sud, dove dovrebbero essere presenti le nostre forze speciali, ed una a Bala Buluk. Di queste non si sa nulla. È normale che una democrazia non riceva notizie costanti sulle sue truppe in missione internazionale? --piero tasso 10:42, 1 giu 2009 (CEST)

siamo in guerra[modifica]

e il nostro governo ha il dovere di dirlo molto chiaramente e in modo univoco. La popolazione deve sapere cosa l'aspetta;inutile farsi illusioni,ormai siamo impegnati a fondo in af-pak e l'impegno militare non può che aumentare pena la disfatta e un disonorevole ritiro sotto la spinta sempre più aggressiva dei talebani e dei loro alleati. Dal 2001,a seguito di ground zero, siamo entrati in una spirale di guerra che non fa che estendersi e quello che vediamo oggi è solo l'inizio dei combattimenti;per ora siamo a livello di scaramucce,scontri leggeri,come se il nemico stesse saggiando le nostre capacità di reggere il logoramento e la fatica di sopportazione ad un impegno militare prolungato nel tempo. Ma il tempo corre veloce, gli scontri saliranno di intensità e di numero e allora diverrà lampante che 3000 uomini sono troppo pochi per poter tenere la posizione in un territorio così vasto come quello sotto responsabilità italiana;i comandanti talebani stanno certamente predisponendo piani d'attacco su vasta scala a ridosso delle elezioni afghane dell'agosto prossimo. E come se ciò non bastasse,in medio oriente sta esplodendo una nuova guerra;ci sono troppi fronti di crisi aperti simultaneamente e il futuro è quanto mai incerto e nebuloso;di certo ci attende un periodo di prolungate ostilità in varie parti del mondo,non ultima la corea del nord.L'Occidente deve rendersi conto che questo è un nuovo tempo per la chiamata al dovere nella difesa delle democrazie e che dovremo darci dentro con tutte le nostre forze se non vogliamo essere travolti e spazzati via. Chiunque abbia a cuore il destino del proprio paese e nazione deve offrirsi volontario e prepararsi alla battaglia.Sergio.

non riesco a capire quanto questo commento sia serio o ironico; ma non vorrei risultare offensivo, semplicemente le conclusioni mi sembrano un po' (tanto) esagerate. Resta che partecipiamo ad una guerra (e finora siamo riusciti a cavarcela con poco, rispetto a Canada, Gran Bretagna, Francia e Danimarca - tanto per fare qualche nome) di cui riceviamo solo pochissime notizie col contagocce (non abbiamo reporter in prima linea:quale giornalista è stato una settimana a Bala Morghub a vedere l'attività quotidiana dei soldati?). È una guerra importante, che mette in gioco la NATO e la stabilità in un'area delicatissima (con due potenze nucleari di cui una direttamente coinvolta), nonché il rischio che si replichino i campi d'addestramento di AlQaeda (e simili amenità) ed un regime oscurantista fino al grottesco.
L'Italia partecipa a questa guerra e quest'estate avrà una grossa gatta da pelare. Ed in Italia non se ne è accorto ancora nessuno. --piero tasso 00:43, 2 giu 2009 (CEST)