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Distrutto lo stabilimento Inalca a Reggio Emilia: ancora ignote le cause

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sabato 15 febbraio 2025

Nella notte tra il 10 e l'11 febbraio 2025, intorno all'una, è scoppiato un devastante incendio a Reggio Emilia, che ha distrutto l'intero impianto di produzione di carni dell'Inalca di via Due Canali, che si estendeva per più di 20.000 metri quadri.

Lo stabilimento, costruito nella metà del '900, era stato inizialmente sede di produzione del marchio Unibon, della cooperativa Unipeg, per poi passare, a partire dal 2016, a Inalca, del Gruppo Cremonini, a cui appartiene anche la catena Roadhouse.

L'allarme è arrivato da uno dei manutentori che si trovavano sul posto. L'incendio ha coinvolto anche il vicino magazzino di stoccaggio della Quanta-Stock&Go, attiva nel settore della ristorazione collettiva, determinando la perdita di più di 1.300 tonnellate di prodotti alimentari che erano in attesa di consegna.

Le cause dell'incendio non sono state ancora accertate, anche se la causa dolosa sembra meno probabile. Ulteriori accertamenti potranno essere svolti quando tutti i focolai saranno completamente spenti.

Fortunatamente, nonostante la fabbrica ospiti centinaia di lavoratori, all'ora in cui è scoppiato l'incendio si trovavano all'interno pochissime persone, che sono riuscite a salvarsi incolumi, grazie anche all'immediata segnalazione dei sistemi di allarme presenti.

Lo spegnimento dell'incendio ha richiesto inizialmente quasi 24 ore, ma alcuni focolai sono rimasti attivi. L'incendio si è riacceso infatti dopo alcuni giorni, il 14 febbraio prima delle 22:00, rendendo l'aria attorno irrespirabile e richiedendo l'intervento dei Vigili del Fuoco, che hanno riportato la situazione sotto controllo, sebbene il Comune consigli di tenere le finestre chiuse e di non sostare in prossimità dell'incendio, che non è ancora stato completamente domato per via della difficoltà a raggiunge alcune aree colpite dal fuoco.

A seguito di una ricognizione con droni, si teme per la possibile presenza di quelle che potrebbero essere coperture in amianto, che se non smantellate correttamente potrebbero mettere a rischio la popolazione vicina all'evento della catastrofe.

Fonti