Il viaggio inutile dall'Isola che non c'è

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Messina, 9 ottobre 2018


Tante volte è stato detto che la continuità territoriale è un diritto. Ma forse molti enti dimenticano che è anche un dovere.

Ore 6.10 compro il biglietto dell'aliscafo bluferries del "Gruppo Ferrovie dello Stato" da Messina direzione Villa S. Giovanni. Avrei dovuto prendere il treno Freccia Argento sempre da Villa delle ore 6.55. Il primo aliscafo parte alle 6.20, la tratta dura 20 min, sarei arrivata perfettamente in tempo.

Ore 6.25 la voce del comandante al megafono. "La partenza è posticipata perché la Guardia Costiera ha negato l'uscita per fare entrare in porto la nave da crociera".

Ore 6.26 tutti noi passeggeri capiamo che avremmo perso il treno perché le manovre di entrata non sarebbero durate meno di 30 min.

Si chiede allora la possibilità di informare la stazione per fare aspettare il treno. Ma ovviamente questo non è possibile.

Ho chiamato personalmente la Guardia Costiera per capire se almeno loro potessero fare qualcosa. Mi hanno spiegato che la nave da crociera ha chiesto prima dell'aliscafo l'autorizzazione per entrare in porto e la legge dice che il permesso deve esser dato a chi fa per primo la richiesta. Ho fatto notare che è assurdo che non si dia la precedenza ad un mezzo di trasporto che compie il viaggio ogni mattina di ogni giorno di ogni settimana di ogni mese. Che è l'unico mezzo ad assicurare la continuità territoriale e a permettere ai passeggeri di prendere il treno delle 6.55, senza dover fare il tratto di strada a piedi che collega l'imbarco della Caronte alla stazione. Ah, e che compie le manovre di uscita in meno di 5 min. "Mi dispiace signora, io ho applicato la legge e non sono autorizzato a chiamare la stazione".

Ore 7.05 l'aliscafo arriva a Villa. Ovviamente il treno è partito.

Persone hanno perso appuntamenti di lavoro, visite mediche, coincidenze con altri treni o con voli.

In questo vortice di "non sono autorizzato", "non è competenza del nostro ente", "il disagio non è stato causato da noi", il viaggiatore, il cittadino, il lavoratore non è stato tutelato.

Lo stretto diventa sempre più largo e difficile da attraversare. Non ci sono abbastanza treni che effettuano il traghettamento. Gli aliscafi compiono l'ultima rotta alle 20.20. L' alta velocità compie solo una corsa al giorno direzione Roma alle 6.55 e solo una direzione Reggio con arrivo dopo le 22. I voli su Reggio (pochissimi) o su Catania il più delle volte sono inaccessibili se non prenotati con mesi di anticipo. Partire e arrivare in Sicilia è diventata una battaglia ma vale davvero la pena di combatterla?

Sì, vivo su un'isola che non c'è.

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