Iran, ipotesi tregua di 45 giorni mentre Teheran smentisce. Ucciso il capo dell’intelligence dei Pasdaran
Nelle ultime ore si è intensificata l'attività diplomatica attorno a una possibile tregua di 45 giorni nel conflitto che coinvolge l'Iran e altri attori regionali. Secondo fonti internazionali e diplomatiche, sarebbero in corso contatti indiretti per arrivare a una sospensione temporanea delle ostilità, con l'obiettivo di favorire negoziati più ampi.
Le autorità di Teheran hanno tuttavia smentito l'esistenza di un accordo imminente, definendo le notizie «speculazioni prive di fondamento» e ribadendo la propria posizione ufficiale, secondo cui non vi sarebbero trattative formali in corso per una tregua.
Parallelamente, fonti di sicurezza hanno riferito che un raid mirato avrebbe portato all'uccisione del capo dell'intelligence dei Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran), una delle figure chiave dell'apparato militare iraniano. L'operazione, attribuita da diversi osservatori a forze ostili nella regione, rappresenta un duro colpo per la struttura strategica iraniana, anche se non sono stati forniti dettagli ufficiali completi sull'accaduto.
L'episodio rischia di aumentare ulteriormente la tensione in Medio Oriente, già segnata da una serie di attacchi e rappresaglie nelle ultime settimane. Analisti internazionali sottolineano come l'eliminazione di un alto dirigente dell'intelligence possa complicare ogni tentativo di de-escalation, rendendo più fragile qualsiasi ipotesi di tregua.
Resta dunque incerta l'evoluzione della situazione: da un lato si moltiplicano gli sforzi diplomatici per evitare un'escalation, dall'altro gli sviluppi sul campo continuano a indicare un quadro instabile e potenzialmente destinato a peggiorare nel breve periodo.