L'Italia arranca nella transizione energetica: missione di Meloni nel Golfo per tamponare il problema

Si è svolta ieri una missione a sorpresa di Meloni nel Golfo Persico
per cercare di garantire all'Italia gli approvvigionamenti di petrolio, compromessi dalla guerra scatenata da USA e Israele contro l'Iran
. Non è chiaro come questo possa sbloccare le problematiche che sono di natura bellica, ma il vero problema è a monte.
L'Italia ha infatti sostanzialmente abbandonato da qualche anno il percorso virtuoso di transizione alle fonti energetiche rinnovabili
(vento, sole, idro), le uniche che realmente possono rendere autonomo un paese dal punto di vista energetico. Tutte le altre fonti, a partire da gas e petrolio per finire al nucleare, sono per loro natura soggette ad influenze geopolitiche ed economiche internazionali, essendo l'Italia e l'Europa sprovviste di tali risorse in quantità sufficiente. Ad esempio le capacità di arricchimento dell'uranio
sono concentrate per il 46% della capacità mondiale in Russia
(segue la Francia
con solo il 12%), per cui una transizione dal gas non si tradurrebbe in una reale autonomia energetica ma solo nel passaggio da una dipendenza all'altra.
Inoltre, è ben noto che i tempi di implementazione di tali tecnologie, ammesso e non concesso che siano possibili per ragioni militari e geopolitiche come dimostra la stessa guerra in Iran, richiedono decenni ed enormi capitali: tempi del tutto inadeguati a risolvere i problemi sia ambientali che economici che sono presenti ed immediati. Infine, il costo del nucleare si attesta a circa 150 €/MWh dove il gas al momento è circa 100-130 €/MWh e il solare arriva anche a soli 14 €/MWh.
La Spagna
costituisce un esempio virtuoso nello sviluppo delle rinnovabili: mentre nell'ultima settimana di marzo Meloni si è recata in Algeria per trattare l'acquisto di gas, il premier spagnolo Sanchez
negli stessi giorni ha evidenziato che il costo dell'elettricità in Spagna si attesta a 14 €/MWh proprio grazie al bassissimo costo delle rinnovabili, mentre in Italia, Francia e Germania ben oltre 100€/MWh.
A parte situazioni estreme, è vero che il costo spagnolo medio dell'elettricità è dal 30 al 40% inferiore all'Italia, anche perché le rinnovabili fra il 2019 e il 2025 sono passate dal 43-44% al 55-56%, mentre nello stesso periodo l’Italia è passata solo dal 37-38% al 41-42%. I ritardi e i rallentamenti sulla transizione energetica
presentano il conto all'Italia, costringendo il Governo ad andare col cappello in mano nel Golfo per il petrolio e negli USA per il GNL
.
Fonti
[modifica]- Redazione, «Blitz di Meloni nel Golfo, missione per la sicurezza energetica» – Il Sole 24 Ore, 3 aprile 2026.
- Luca Fraioli, «Energia: perché la Spagna ci batte su bollette, rinnovabili e dipendenza dal gas» – La Repubblica, 30 marzo 2026.
- Luisiana Gaita, «Bollette elettriche, perché in Spagna sono più basse che in Italia: è il frutto della scommessa (vinta) sulle rinnovabili» – Il Fatto Quotidiano, 1 aprile 2026.
- Angelo Richiello, «Le filiere dell’uranio e il ruolo centrale della Federazione Russa» – Aspenia - International analisys and commentary, 13 novembre 2024.
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