L’avvertimento del ministro dell’energia russo: il mercato del petrolio non si è ancora bilanciato

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12 settembre 2018

"Foggy Bottom Pump Jack" - Duncan, Oklahoma (5394145441).jpg

«Oggi la situazione è piuttosto fragile, ed è legata al fatto che non tutti i paesi sono riusciti a ripristinare il loro mercato e la loro produzione» ha detto mercoledì Alexander Novak, ministro russo per l'energia, durante una conferenza economica a Vladivostok. «Osserviamo tale situazione in Messico, dove il calo si è più che dimezzato rispetto alle previsioni del 2018. In Venezuela la produzione sta calando abbastanza forte, di 50.000 barili al giorno. Ciò significa che il mercato non si è ancora bilanciato in una prospettiva a lungo termine.»

Le interruzioni delle forniture non sono le uniche cause legate all’aumento del prezzo del petrolio. Ulteriore incertezza arriva dal capitolo delle sanzioni previste dagli Stati Uniti contro l'Iran.

«Questa è un'enorme incertezza sul mercato - come agiranno i paesi che acquistano quasi 2 milioni di barili al giorno di petrolio iraniano. Quelli sono l'Europa, la regione Asia-Pacifico ... C'è molta incertezza. La situazione dovrebbe essere osservata attentamente, le decisioni giuste dovrebbero essere prese.»

Le quotazioni dell’oro nero sono ora vicino agli 80 dollari al barile, in deciso rialzo rispetto ai 60 dollari registrati a Febbraio.

Il ministro ha poi aggiunto che «la Russia ha il potenziale per aumentare la produzione di 300.000 barili (al giorno) nel medio termine, maggiore rispetto al livello di ottobre 2016.»

Fonti[modifica]