Meda, elezioni vinte per un voto: la Lega fa ricorso

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Meda, 6 giugno 2012

Il Municipio di Meda

Il nuovo sindaco del comune di Meda, in provincia di Monza e Brianza, è Giovanni Giuseppe Caimi detto Gianni: il candidato del centrosinistra (PD-IdV-Sinistra e Ambiente) ha sconfitto infatti, al turno di ballottaggio, il sindaco uscente della Lega Nord, Giorgio Fiorenzo Taveggia.

In un momento non certo facile per il Carroccio, che al secondo turno ha perso 7 ballottaggi su 7, questa parrebbe solo l'ennesima sconfitta. La particolarità dell'evento sta nella differenza di voti tra i due schieramenti: la coalizione di centrosinistra, infatti, ha conquistato un solo voto più della Lega Nord, facendo guadagnare così la carica di sindaco al proprio candidato.

3.867 voti contro 3.866, con un'affluenza del 43,58%: questi sono stati i dati diffusi dal Municipio il 21 maggio, appena concluso lo spoglio delle 21 sezioni; i dati sono stati confermati il giorno successivo dall'Ufficio Elettorale Centrale, che ha quindi proclamato Gianni Caimi nuovo Sindaco di Meda.

La Lega Nord però, come aveva preannunciato già quel pomeriggio, ha presentato nei giorni scorso un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro il risultato elettorale: in una sezione, infatti, sarebbero state annullate due schede che in realtà, da istruzioni ministeriali, sarebbero da assegnare al candidato leghista, ribaltando il risultato. La decisione della presidente del seggio di annullare le due schede è stata messa in discussione sia dagli scrutatori che dai rappresentanti di lista della Lega Nord e della lista civica collegata che, vista la sua inamovibilità, hanno fatto registrare la propria contestazione nel verbale delle operazioni.

«In altre due sezioni, inoltre, sembrano esserci due schede assegnate a Caimi che, da manuale, sarebbero nulle: queste due schede non sono state contestate durante le operazioni di spoglio» spiega Walter Mariani, assessore al bilancio della giunta uscente, «ma ci auguriamo, vista la situazione, che il TAR voglia ricontrollare anche queste. Con uno scarto di un solo voto il ricorso è un atto dovuto, soprattutto a garanzia della decisione popolare: è impensabile che il voto di un elettore, espresso anche in un modo non consono ma giudicato valido dal Ministero non venga considerato, soprattutto quando è proprio quel voto a poter fare la differenza».

Le schede "contestate e non attribuite" però, in totale, appaiono essere 4: oltre alle due sopra citate, ce ne sarebbero altre due dichiarate nulle, di cui una potrebbe essere assegnata al candidato del centrosinistra: potrebbe quindi prospettarsi un caso di parità, che farebbe trionfare il candidato leghista. In caso di pareggio al turno di ballottaggio, infatti, è previsto che vinca il candidato sostenuto dalla coalizione che aveva preso più voti al primo turno (29,66% della Lega contro 23,91% del centrosinistra).

Immediatamente dopo lo spoglio, mentre iniziavano a circolare voci ufficiose sul possibile esito, alcuni scrutatori in attesa di consegnare i verbali si dicevano esterrefatti: «È impensabile che un presidente di seggio possa sbagliare nell'assegnazione dei voti. Le direttive ministeriali sono, per il turno di ballottaggio, estremamente chiare e hanno previsto tutte le casistiche possibili: sbagliare significa non aver nemmeno letto le istruzioni».

Il Tribunale Amministrativo Regionale dovrà ora comunicare se accettare o meno il ricorso, ed in caso affermativo la decisione potrebbe giungere entro due o tre mesi: dopo l'estate, forse, Meda avrà un nuovo sindaco.

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