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Milano-Cortina 2026: finite le "olimpiadi a costo zero" che però sono costate 7 miliardi

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lunedì 23 febbraio 2026
soldi bruciati

Come ampiamente previsto e prevedibile, il costo delle XXV Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 non è stato "zero", come anni fa sostenuto dai governatori Luca Zaia e Attilio Fontana, ma di oltre 7 miliardi di euro: 2 per l'organizzazione delle gare e 5 per opere neanche terminate.

Nel 2019, il dossier di candidatura dei "Giochi a costo zero" conteneva più di 100 volte la parola "sostenibilità". Svizzera e Canada, a seguito di un referendum fra la popolazione, abbandonarono la candidatura. Pertanto, nel 2020 il CIO assegnò la XXV olimpiade invernale al Comitato Milano-Cortina.

Il dossier dei "Giochi dell'autonomia" prevedeva solo due opere da fare da zero, a carico dei privati: il Villaggio Olimpico di Milano e l'Arena Santa Giulia. Il resto solo ammodernamenti e ristrutturazioni di opere già esistenti. Ma i costi sono esplosi. Il piano dei soli interventi pubblici sportivi, che quindi fin dall'inizio erano "zero" solo nella propaganda, era di 0,2 miliardi di euro, cresciuti a 0,94 miliardi. Il complesso dei costi, non solo per le opere sportive, nel 2019 era stimato in 1,4 miliardi e non dovevano costare un euro allo Stato perché Veneto, Lombardia e gli sponsor dovevano pagare tutto. L’ultima stima dei costi per lo Stato è invece di svariati miliardi.

Qualche esempio: stadio di Cortina da 7,6 a 20 milioni, biathlon ad Anterselva da 4,7 a 55 milioni, interventi a Bormio da 7 a 78 milioni, opere a Livigno da 20,7 a 160 milioni. Inoltre, di 98 opere previste solo 40 saranno pronte per i Giochi, con altre spese. Emblematico il caso della pista da bob di Cortina. Doveva solo essere restaurata la "Eugenio Monti" delle precedenti olimpiadi invernali del '56 (chiusa nel 2009), ma è stata ricostruita totalmente abbattendo oltre 800 alberi secolari e spendendo oltre 118 milioni di euro. Si sarebbe potuta sfruttare con una spesa molto minore la pista da bob di Cesana abbandonata dopo le olimpiadi di Torino 2006 e costata 110 milioni, o le piste esistenti a Innsbruck o a St. Moritz. Ma un discutibile orgoglio nazionale e fortissimi interessi politico-economici a spendere per opere nuove hanno trionfato, a spese dei contribuenti italiani. Prevedibile che come in tutti i casi passati dopo le olimpiadi saranno 118 milioni sprecati.

In buona sostanza, al di là della propaganda, è rimasta lettera morta l’agenda olimpica 2020 del CIO, che voleva porre l’accento sull’uso delle infrastrutture esistenti o sulla realizzazione di nuove strutture in linea con la pianificazione urbanistica a lungo termine. Milano Cortina da questo punto di vista è un totale fallimento, con denaro pubblico sperperato e danni ambientali estesi a vantaggio di interessi politici e lobby economiche connesse.

Fonti

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