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Nella Giornata della Memoria, Meloni condanna la complicità del regime fascista nelle persecuzioni degli ebrei

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martedì 27 gennaio 2026

Prigionieri del campo di Auschwitz durante la liberazione da parte dell'Armata Rossa (27 gennaio 1945)

In occasione della Giornata della Memoria, che commemora la liberazione del campo di sterminio di Auschwitz e il ricordo delle vittime dell’Olocausto, la presidente del Consiglio Meloni ha pronunciato una dichiarazione nella quale ha espresso una ferma condanna della complicità del regime fascista italiano nelle persecuzioni contro gli ebrei e nelle leggi razziali del 1938.

Nel suo messaggio, Meloni ha ricordato l’importanza di conservare “i nomi e i cognomi delle vittime” e di rinnovare la memoria storica attraverso le testimonianze dei sopravvissuti e dei loro discendenti, sottolineando il valore dei “Giusti di ogni Nazione” che rischiarono la propria vita per salvare persone perseguitate dal nazismo.

La premier ha definito la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti e nelle deportazioni “una pagina buia della storia italiana”, evidenziando come questa sia stata sigillata dall’“ignominia delle leggi razziali del 1938”.

Meloni ha inoltre richiamato l’attenzione sul fatto che, nonostante siano passati molti decenni dalla Shoah, l’antisemitismo non è stato ancora definitivamente sconfitto e si manifesta oggi con forme “nuove e virulente”. Per questo ha ribadito “l’impegno per prevenire e combattere ogni declinazione di questa piaga” che minaccia i valori di libertà, rispetto e coesione sociale.

Queste affermazioni si inseriscono nel contesto delle celebrazioni istituzionali alla presenza delle più alte cariche dello Stato, tra cui anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che ha ricordato l’estensione dell’orrore della Shoah e l’importanza della memoria come strumento di prevenzione contro razzismo e discriminazione.

Fonti

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