Procede la missione Sentinel-2 dell'ASE con il lancio di successo del Sentinel-2B

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mercoledì 8 marzo 2017

Il modello dei satelliti Sentinel-2A e 2B

È stato confermato dall'ASE il successo della messa in orbita del satellite Sentinel-2B avvenuto ieri notte alle 01:49 UTC; il lancio è stato effettuato tramite un VEGA decollato dal porto spaziale europeo nella Guyana francese: il Centre spatial guyanais.

Questo satellite d'ora in poi funzionerà col suo gemello Sentinel-2A, già in orbita dal 23 giugno 2015, nell'ambito della missione spaziale Sentinel-2 che a sua volta fa parte del più ampio progetto Copernicus;[1] attualmente i satelliti in orbita di questo progetto sono i Sentinel 1A, 1B, 2A, 2B e 3A.

Grazie anche a questo nuovo satellite ora è possibile dimezzare i tempi di scansione dell'intera superficie terrestre, ossia saranno necessari appena cinque giorni per avere un'immagine globale in alta risoluzione. I dati satellitari ricavati saranno resi accessibili gratuitamente dall'Unione europea, dando impulso al progresso dell'agricoltura e dell'itticoltura di precisione, generando nuove opportunità imprenditoriali di alto livello.

Il Copernicus, oltre ad avere l'obiettivo di aumentare significativamente la produttività del settore primario, può essere utilizzato anche per mappature di situazioni di emergenza come quella del terremoto del Centro Italia dell'agosto 2016.

A proposito del lancio Maroš Šefčovič, il vicepresidente della Commissione europea, ha dichiarato: «Gli europei possono andare fieri! Dopo la presentazione della strategia spaziale dell'UE, il lancio di quattro satelliti Galileo con Ariane 5 e i primi servizi di Galileo, ora è Copernicus ad aver fatto un "grande balzo". È un'ottima notizia per l’agricoltura, il clima e l'ambiente, la rilevazione dell'inquinamento idrico e la nostra capacità di far fronte alle calamità.».

Il Copernicus dovrebbe essere pienamente operativo entro il 2021, quando verranno concluse anche le missioni Sentinel-3, 4, 5 e 6.

Note[modifica]

  1. In precedenza era noto sotto il nome di Global Monitoring for Enviroment and Security (GMES).

Fonti[modifica]