Salute mentale di Trump, lo psichiatra Mencacci: "non è pazzo"
Recentemente, visti gli ultimi comportamenti del presidente degli USA Donald Trump
, molti si stanno preoccupando per la sua salute mentale.
È stato intervistato a tal proposito lo psichiatra Claudio Mencacci, il quale sostiene che fare una diagnosi a distanza è complicato, però è certo del fatto che la comunicazione di Trump non è affatto empatica, in quanto non ascolta gli altri e ciò implica la difficoltà di provare a installare un rapporto di solidarietà con le persone. Di conseguenza, tenendo conto di questo tipo di comunicazione, Mencacci consiglia di non metterla sempre sul piano mentale/psicologico, altrimenti si finirebbe sempre col giustificare i comportamenti anche errati di Trump. Tuttavia lo psichiatra, tentando una diagnosi, appunto a distanza, non definirebbe Trump "pazzo" o con problemi mentali.
Secondo Mencacci il comportamento del presidente non è nemmeno definibile narcisistico
, ma è più riconducibile al "solipsismo
", che è un modello comportamentale, non patologico, quindi, che fa riferimento a tratti come l’incapacità di conformarsi alle regole, il disprezzo delle norme sociali, la tendenza alla menzogna, l’irritabilità, la mancanza di empatia
e di rimorso, tutti elementi ampiamente descritti nella letteratura psichiatrica, Mencacci aggiunge anche che il solipsismo con il tempo peggiora contribuendo a far diventare sempre meno empatici, sempre più insofferenti alle regole e alla società, col rischio di fare molti danni.
Fonti
- Valeria Pini, «Lo psichiatra Mencacci: “Trump non è pazzo, la sua è una strategia politica”» – La Repubblica, 17 aprile 2026.
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