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Strage di Crans-Montana (CH). Quando più divieti e controlli severi servono, anche se fa "burocrazia".

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sabato 3 gennaio 2026

polizia nella Rue Centrale a Crans-Montana dopo l'incendio

La strage di giovani (attualmente stimati in 40~47) avvenuta a Capodanno a causa di un rogo in un dance-bar della località sciistica svizzera di Crans-Montana si caratterizza per alcuni aspetti che è opportuno evidenziare.

Anzitutto, le indagini e le immagini emerse fanno comprendere come probabilmente l'incendio sia stato causato dall'uso di artifici pirotecnici in un contesto inadatto. Il locale interrato dove si è sviluppato l'incendio era stato recentemente ristrutturato, ma è evidente come il soffitto, ricoperto di pannelli fonoassorbenti in poliuretano, abbia facilmente preso fuoco a contatto con tali artifici: tale materiale è noto per la facile infiammabilità e per l'emissione di fumi tossici. Stupisce poi come molti all'interno si siano attardati a filmare l'estensione delle fiamme e del fumo a soffitto (persino con gocciolamenti di plastica infuocata) anziché allontanarsi immediatamente: una riflessione sulla mediatizzazione di qualunque evento, anche pericoloso, andrebbe fatta. Inoltre, nessuno dei responsabili è intervenuto prontamente con mezzi estinguenti adatti. Tutto testimonia una carenza di percezione e gestione dell'emergenza, con esiti catastrofici.

Pare inoltre (ma come per gli altri aspetti sono in corso indagini) che le uscite di sicurezza fossero strette, mal segnalate e inadeguate ad evacuare il gran numero di persone presenti, forse eccessive per il tipo di spazi: l'unica ben percepibile era per ovvi motivi la scala di accesso, mentre una seconda pare fosse all'interno di una stanza separata in fondo all'interrato, quindi poco visibile.

La tragedia mette in evidenza come le normative di sicurezza dei materiali, di conformazione e dotazione di sicurezza dei locali e di affollamento, benché spesso viste come vincoli, costi ed ostacoli "burocratici" alle attività imprenditoriali, sono essenziali per evitare o minimizzare tragedie di queste dimensioni. In Italia situazioni simili o anche peggiori culminarono con la strage del cinema Statuto di Torino (1983, 64 morti), a seguito della quale è nata la severa legislazione italiana antincendio per i locali pubblici.

Fonti

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