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Italia: iniziate le elezioni per la scelta del segretario del Partito Democratico

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domenica 14 ottobre 2007

Sono iniziate alle ore 7 di questa mattina, e si concluderanno alle 20, le operazioni di voto per la scelta del segretario del Partito Democratico, la nuova formazione di centro-sinistra nel quale confluiranno i due maggiori partiti della maggioranza di Governo: La Margherita, di ispirazione cattolico-centrista e i Democratici di Sinistra, di ispirazione socialista-democratica.

I candidati che si affronteranno saranno 5:

Il candidato favorito è Walter Veltroni, che potrebbe raccogliere oltre il 60% dei voti. Il numero complessivo di votanti, secondo le stime degli organizzatori, potrà raggiungere quota 3-4 milioni (superando così il dato delle primarie dell'Unione che, nel 2005, scelsero Romano Prodi come candidato premier).

Le operazioni di voto

I seggi, ben 11 195, sono stati allestiti in oltre settemila comuni italiani. Per queste consultazioni, inoltre, come novità assoluta, basterà aver compiuto il sedicesimo anno di età per poter votare. L'intenzione dei candidati, infatti, è quella di preparare i sedicenni attuali alle elezioni europee nel 2009, nelle quali, avendo questi raggiunto la maggiore età, potranno votare.

Per i minorenni basterà un documento d'identità per votare, mentre i maggiorenni dovranno esibire, oltre al documento, la tessera elettorale che viene usata per le elezioni politiche, amministrative, comunali ed europee.

Le schede sono due, una di colore azzurro e l'altra di colore grigio: la prima serve per l'elezione dell'Assemblea Costituente nazionale, mentre la seconda per la costituzione di quella regionale.

All'atto dell'adesione, gli organizzatori chiederanno una somma simbolica di adesione, di almeno 1 euro.

Essendosi registrati entro l'11 ottobre è inoltre possibile votare dall'estero tramite internet al sito votonline.ulivo.it in modo completamente gratuito.

I primi dati sull'affluenza

I primi dati diffusi dagli organizzatori sull'affluenza alle ore 11, ovvero 4 ore dopo l'apertura dei seggi, parlano di oltre 600 000 persone (italiani dai 16 anni in su e stranieri residenti nel nostro paese) che hanno espresso la loro preferenza. Il sindaco della capitale, Veltroni, ricevendo i dati dalla sede del partito, in Piazza Santi Apostoli, si è detto entusiasmato.

Le prossime previsioni sull'affluenza sono programmate alle 17 e alle 20, alla chiusura dei seggi, mentre i primi risultati si attendono tra le 22 e le 23.

Le stime sull'affluenza a metà pomeriggio (tra le 14 e le 15) parlano intanto di oltre un milione di persone che hanno già espresso la loro preferenza, ovvero una media di oltre centomila persone in una sola ora. Va ricordato infatti che, con la possibilità di voto allargata ai minori di almeno 16 anni, e comunque non vincolata ai soli sostenitori dei due partiti "di partenza", i possibili elettori sono moltissimi.

Alle 17, ovvero dopo 10 ore dall'apertura dei seggi e a 3 ore dalla loro chiusura, poiché si è scelto di far svolgere le operazioni elettorali in un solo giorno, avevano votato oltre un milione e mezzo di persone. Hanno votato tutti i candidati, il premier Prodi, diversi ministri (D'Alema ha votato insieme al sindaco di Bari) e moltissimi cittadini. Intanto, il rettore della Pontificia Università Lateranense, Monsignor Rino Fisichella, ha parlato delle primarie come di "un fatto molto importante, che esprime il desiderio di democrazia e può fare gioire".

Alle 18.15 (dopo 11 ore) i votanti, secondo i sondaggi di Demos-Ipsos, erano 2 milioni; nel frattempo Rosy Bindi ha parlato di 3 milioni di elettori entro la chiusura dei seggi, alle 20.

Le prime reazioni politiche

  • Romano Prodi, presidente del Consiglio dei Ministri: «A chi avrà la enorme responsabilità della conduzione del Pd, va fin da ora il mio incoraggiamento in questa esaltante sfida. Chi vincerà, ma non solo lui, avrà il dovere di lavorare sempre per un obiettivo comune e per il consolidamento di un progetto che non può essere frutto di personalismi»
  • Arturo Parisi, ministro della difesa: «Voglio una rilevazione che dia conto tempestivamente dei risultati: quello che viene fatto nelle elezioni normali. Un contributo positivo alla certificazione del risultato, alla sua legittimazione e cioè al contrasto di ogni tentativo di delegittimazione».

Le parole dei candidati

  • Walter Veltroni, rispondendo ai giornalisti di Rai News 24, ha attaccato la sua avversaria Rosy Bindi dicendo: «Avrei preferito una campagna nella quale ciascuno dicesse ciò che pensava piuttosto che ogni giorno attaccare e criticare e, talvolta come nel caso di oggi, aggredire chi la pensa diversamente: mi sarebbe piaciuta di più una campagna positiva. Però è andata così, non ci si può fare niente.»
  • Enrico Letta, che insieme ad Adinolfi è il candidato più giovane, ha in qualche modo criticato la gerontocrazia che si è andata delineando nella scelta dei candidati, dicendo che "senza di esso l'età media dei candidati sarebbe di 60 anni". In realtà, la media dell'età dei 5 candidati è di 46,8 anni.

La situazione politica italiana

Le elezioni del 10 e 11 aprile 2006 hanno restituito ai cittadini una maggioranza di governo ristretta al Senato e più compatta alla Camera dei Deputati. Proprio sulla scarsa tenuta della coalizione di centro-sinistra nella "camera alta" si sono basati i numerosi attacchi dell'opposizione di centro-destra, spesso infruttuosi, ma che invece hanno avuto successo nel febbraio di quest'anno quando, a seguito di un voto sfavorevole sulla relazione del ministro degli esteri Massimo D'Alema sulla gestione della politica estera, il presidente Prodi ritenne necessario rimettere il mandato nel capo dello stato, per poi, su proposta di questo, ripresentarsi alle Camere, dalle quali ottenne di nuovo il voto di fiducia.

Lo scarto di soli 2 senatori, infatti, è frutto della nuova legge elettorale, varata nel dicembre del 2005, che è andata a sostituire la "Legge Mattarella", varata 13 anni prima. La legge, che l'ex ministro Roberto Calderoli definì "una porcata", contiene dei premi di maggioranza a base regionale al Senato e a base nazionale alla Camera dei Deputati e ha contribuito a produrre questa situazione così indefinita.

Con le ultime dichiarazioni, il leader della Casa delle Libertà si è detto certo che, dopo la caduta del governo, ci saranno nuove elezioni in primavera, mentre gli esponenti della maggioranza continuano a dichiararsi certi che il governo rimarrà in carica per cinque anni (la durata di una legislatura).

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