Crisi di governo: il Senato sfiducia Prodi

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giovedì 24 gennaio 2008

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Il governo Prodi II non ha ottenuto la fiducia al Senato della Repubblica. I voti favorevoli sono stati 156, mentre i contrari 161 e gli astenuti 1. Questo voto arriva dopo quello di ieri alla Camera dei deputati, che ha avuto esito favorevole con uno scarto di circa 40 voti. Ci sono stati i voti contrari di qualche senatore dell'Unione, oltre all'UDEUR, dei Liberaldemocratici di Dini, del dissidente Turigliatto e di Fisichella. Il senatore a vita Giulio Andreotti, Sergio Pininfarina e il senatore per la circoscrizione estero Pallaro assenti dalla votazione. L'esito della votazione è stato comunicato dal presidente Franco Marini alle 20.43, subito dopo si sono scatenate bagarre e la Lega Nord ha stappato una bottiglia di spumante. Berlusconi e Fini hanno auspicato le elezioni al più presto. Molto probabilmente il premier Prodi salirà al Palazzo del Quirinale per rassegnare le dimissioni nelle mani del presidente Giorgio Napolitano.

Episodi scottanti oggi in aula dopo l'annuncio del senatore dell'UDEUR, Cusumano, di votare a favore della fiducia al governo. Urla e insulti da parte degli stessi compagni di partito che lo definiscono "traditore, pazzo di merda, traditore, cornuto". Un altro senatore dell'UDEUR, Barbato, tenta di andare verso il probabile ex compagno di partito e Cusumano sviene. Arrivano i soccorsi da parte dell'infermeria del Senato e Barbato afferma: "Non l'ho aggredito, certo non l'ho trattato bene. D'altra parte ha votato contro le decisioni dell'ufficio politico e quindi è un traditore". Prosegue il capo dell'UDEUR, Mastella, che lo definisce "traditore atroce" e prosegue: "Ma non parliamo più di lui, non è mica un eroe". Insulti a Cusimano anche da Alleanza Nazionale, per bocca del senatore Nino Strano, definendolo "squallida checca". Ironizza l'ex presidente della repubblica Francesco Cossiga: "Mastella e Barbato, per carità: salvate il soldato Ryan, e cioè il povero Cusumano, che rischia di morire nella trincea, avendo equivocato gli ordini del capo... Magari - rivolgendosi a Mastella - fatevi dare cinque Asl in più in Campania...".

Fonti