Dopo Catania, il governo sceglie la linea dura: porte chiuse per gli impianti non a norma
Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
martedì 6 febbraio 2007
- Calcio, Serie A: scontri dopo Catania-Palermo, morto un poliziotto, 2 febbraio 2007
- Scontri di Catania, la Procura avvia le indagini, 3 febbraio 2007
- Scontri di Catania, la FIGC annuncia lo stop dei campionati, 3 febbraio 2007
- Scontri di Catania: i commenti dello sport e della politica, 3 febbraio 2007
- Scontri di Catania: blocco campionato, il precedente del 1995, 3 febbraio 2007
- Scontri di Catania, sono 71 i feriti, 3 febbraio 2007
- Scontri di Catania, sui muri di Livorno insulti contro il poliziotto ucciso, 3 febbraio 2007
- Scontri di Catania, lunedì i funerali del poliziotto ucciso, 3 febbraio 2007
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- Scontri di Catania: per Matarrese "i morti fanno parte del sistema", 5 febbraio 2007
- Scontri di Catania, Matarrese sarà deferito per le sue dichiarazioni, 5 febbraio 2007
- Dopo Catania, il governo sceglie la linea dura: porte chiuse per gli impianti non a norma, 6 febbraio 2007
- Il Governo italiano vara il decreto del dopo-Catania, 7 febbraio 2007
- Scontri di Catania: confessa l'assassino di Raciti, ha 17 anni, 8 febbraio 2007
- Stangata al Catania: resta senza stadio fino al 30 giugno 2007, 14 febbraio 2007
- Omicidio Raciti: il 17enne indagato non risponde ai magistrati, 3 marzo 2007
Linea dura del governo per porre fine agli scontri che sovente accadono prima, durante e dopo le partite di calcio: tutti gli impianti che non sono in regola con le nuove norme di sicurezza non potranno essere aperti al pubblico, e pertanto gli incontri dovranno disputarsi a porte chiuse.
Altre norme vengono introdotte: estensione della flagranza di reato fino a 48 ore (attraverso l'identificazione in foto e video), del divieto di accesso agli stadi (Daspo) anche ai minori, con l'obbligo di lavori socialmente utili durante le partite, stop alle trasferte organizzate e ai treni speciali, divieto di rapporti economici fra club e tifoseria. Tutto questo sarà contenuto in un decreto legge che il Consiglio dei ministri varerà mercoledì. Altre misure, invece, verranno inserite in un disegno di legge delega, da proporre al Parlamento.
La decisione è scaturita dopo una riunione cui hanno partecipato i vertici del Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), il ministro dell'Interno Giuliano Amato, il ministro dello Sport Giovanna Melandri, il commissario della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) Luca Pancalli, il sottosegretario Enrico Letta e il sottosegretario alla Giustizia Scotti.
La situazione degli stadi: quasi tutti fuori norma
Solo sei stadi al momento sono a norma:
- Stadio Olimpico di Roma
- Stadio Olimpico di Torino
- Stadio "Luigi Ferraris" di Genova
- Stadio "Artemio Franchi" di Siena
- Stadio "San Filippo" di Messina
- Stadio "Renzo Barbera" di Palermo
Gli altri sono più o meno in regola: ci sono alcuni stadi, come lo Stadio "Omobono Tenni" di Treviso o lo Stadio "Romeo Menti" di Vicenza, che sono troppo in centro e potrebbero essere chiusi, altri, come lo Stadio comunale "Artemio Franchi" di Firenze, lo Stadio "Armando Picchi" di Livorno e lo Stadio "Carlo Castellani" di Empoli, devono ancora completare alcuni lavori, come i tornelli agli ingressi e il prefiltraggio.
In altri stadi, infine, come lo Stadio "Ennio Tardini" di Parma, lo Stadio "Renato Dall'Ara" di Bologna, lo Stadio "Sant'Elia" di Cagliari, lo Stadio "Oreste Granillo" di Reggio Calabria e anche lo stadio "Giuseppe Meazza" di Milano, sono necessari solo lavori di piccolo cabotaggio per ritornare a norma.
Come già avvenuto in passato, alcuni stadi potrebbero tentare di abbattere la capienza ufficiale degli stadi sotto i 10 000 posti per non essere costretti ad adeguarsi alle regole (come lo Stadio "Friuli" di Udine, che ha 9.999 posti "ufficiali"), ma il Governo, probabilmente, scenderà fino a 6 500 posti, per costringere tutti i club ad effettuare i lavori necessari per non dover essere costretti a rinunciare ai preziosi introiti derivanti dai biglietti delle partite, oltre che il sostegno dei tifosi.
Fonti
- «Calcio violento, linea dura del governo "Niente pubblico negli stadi fuori norma"» - la Repubblica, 6 febbraio 2007
- «Solo sei stadi a norma di legge, impianti "illegali" in tutta Italia» - la Repubblica, 6 febbraio 2007