È morta Mariasilvia Spolato, la prima donna a dichiararsi lesbica in Italia

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giovedì 8 novembre 2018
Lutto nella comunità LGBT: si è spenta infatti oggi nella casa di riposo Villa Armonia a Bolzano Mariasilvia Spolato. Originaria di Padova, laureata con 110 e lode in scienze matematiche, divenne docente universitaria e fu autrice di manuali per gli studenti per Zanichelli e Fabbri. Nel 1971 fondò il FLO (Fronte di Liberazione Omossesuale), movimento poi confluito nel Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano (F.U.O.R.I.). Insieme ad Angelo Pezzana, nel 1971, fondò la rivista Fuori!.

La sua carriera accademica si interruppe bruscamente quando venne licenziata dall'università, per essersi pubblicamente dichiarata lesbica durante la manifestazione femminista dell'8 marzo a Roma. Difatti, le fotografie della sua partecipazione al corteo in cui esibiva con orgoglio un cartello con scritto "Liberazione omosessuale" vennero pubblicate dal settimanale Panorama e divennero uno scandalo nazionale, nell'Italia dell'epoca. L'omosessualità era ancora un tabù e il suo è considerato il primo coming out pubblico si una donna in Italia.

Oltre ad essere cacciata dall'università, Mariasilvia Spolato, venne allontanata e discriminata anche dalla famiglia d'origine. E ruppe anche la relazione con la sua compagna. A causa delle persecuzioni subite, non riuscì a rientrare nel mondo del lavoro ed iniziò a vagabondare e vivere senza fissa dimora. Tuttavia non abbandonò mai la lettura di libri e le cultura. Spesso trovò rifugio presso le biblioteche. Per anni visse come barbona, sino a quando un'infezione le colpì una gamba che andò in cancrena. Venne infine accolta in casa di cura a Bolzano dove è morta all'età di 83 anni.

Fonti[modifica]