Accusato dalla ex di aver abusato dei suoi bimbi, impiegato di banca assolto con formula piena

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Lazio, mercoledì 15 dicembre 2010

San Leo-la cella di Cagliostro.JPG

Viterbo - L’ex moglie, una polacca, lo aveva denunciato per abusi sessuali sui suoi due bimbi. Per questo un impiegato di banca originario di Vetralla era stato arrestato nel 2004 e ristretto nel carcere di Mammagialla per tre mesi. Ma era tutto falso. Questo il verdetto dei giudici che l'hanno assolto con formula piena: il fatto non sussiste.

La storia inizia nel 2003: l'uomo si separa dalla ex moglie che l'anno successivo presenta due denunce, la prima nel mese di febbraio, la seconda in quello di giugno. L'impiegato viene così arrestato e condotto in carcere. Viene sospeso dal servizio e messo al minimo dello stipendio fino alla fine del processo, durato sette anni. Inoltre, il tribunale dei minori gli toglie la patria potestà: da quel giorno il bancario non vedrà più i suoi figli. Il pubblico ministero Paola Conti (a latere Laura Centofanti) aveva chiesto una pena di otto anni.

La fine di un incubo, oltre 6 anni di sofferenza. Sei anni e mezzo di lavoro buttati al vento al minimo dello stipendio. Adesso la banca dovrà reintegrarmi a tutti gli effetti ma intanto ho perso soldi e possibilità di carriera

questa la dichiarazione del neo prosciolto.

Casi di questo tipo sono molto frequenti in sede di separazione. Il pm Carmen Pugliese stima che l'80% delle denunce di abusi e maltrattamenti avanzate dalle ex mogli a danno dei compagni siano fasulle[1].

Note[modifica]

  1. L'Eco di Bergamo

Fonti[modifica]