Afghanistan, La Russa: «Aumenta il rischio per i soldati italiani»

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

mercoledì 25 febbraio 2009

Il dislocamento delle truppe NATO in Afghanistan

Il Ministro della Difesa italiano, Ignazio La Russa, ha affermato, rispondendo durante il question time alla Camera dei Deputati, che la minaccia per i soldati italiani in Afghanistan è aumentata.

La Russa, che rispondeva ad una interrogazione da parte di vari deputati del Partito Democratico, ha infatti affermato che «la condizione [...] dei nostri giovani soldati, invece, è sicuramente diversa dal passato per quanto riguarda il numero di attacchi che hanno subito anche le forze italiane, numero che è aumentato di molto rispetto al periodo precedente dell'anno scorso»[1].

Il ministro ha comunque precisato che gli attacchi agli italiani non sono una novità: «Da sempre vi è stata una forte pericolosità nell'operare in Afghanistan, come dimostrano gli attentati che, via via, negli anni, si sono susseguiti a danno degli italiani e che prima, forse, venivano - mai nascosti - ma un po' sottaciuti»[1].

Il ministro, interrogato sulla strategia della NATO per l'Afghanistan, ha affermato che per il governo italiano è necessario combinare in un'unica azione i momenti «della sicurezza, della ricostruzione e dell'uso della forza», aggiungendo inoltre che tale linea corrisponderebbe anche alla strategia adottata dalla NATO[1].

Tuttavia, recentemente l'ambasciata italiana a Kabul - e tale questione era parte dell'interrogazione del PD al ministro - ha affermato l'opportunità, per le Organizzazioni non governative che operano in Afghanistan, di ritirarsi dal paese per mancanza delle condizioni minime di sicurezza.

L'onorevole Villecco Calipari, replicando a La Russa, ha lamentato «un atteggiamento di approssimazione» da parte del governo e la mancanza di riscontri in Parlamento rispetto alla nuova strategia che va definendosi per l'Afghanistan ed all'attuale situazione di quel paese. L'onorevole ha inoltre ricordato come «le risorse destinate allo sviluppo, alla qualità della vita e al lavoro della popolazione afghana non sono utilizzate e rappresentano un decimo di quelle complessive»[1].

Gli italiani in Afghanistan[modifica]

Alpini italiani in Afghanistan

Gli italiani schierano in Afghanistan circa 2.400 uomini che stanno salendo a 2.800, di cui la maggior parte nella provincia di Herat, dove all'Italia è assegnato il Regional Command West.

Tra i compiti degli italiani ad Herat c'è anche l'attività dei OLMT (Operational Liaison Mentor Teams)[2], team incaricati di seguire l'addestramento e le operazioni dei Kandak, i battaglioni dell'Afghan National Army, contro i talebani.

In vista delle elezioni che si terranno ad agosto si prevede un ulteriore ma modesto aumento delle truppe, mentre già da ora gli italiani stanno convertendo il loro schieramento verso missioni di combattimento. Oltre ad avere attivato (da molto tempo) un avamposto a Delaram, nella provincia di Farah, per contenere le infiltrazioni di talebani provenienti dalla provincia di Helmand, gli italiani hanno istituito una nuova FOB (Forward Operating Base - base operativa avanzata) a Bala Buluk (la terza presidiata dagli italiani, l'altra è Bala Morghub, teatro questa estate di violenti scontri che hanno coinvolto anche gli italiani).

Il governo ha da poco rimosso gli ultimi caveat all'uso delle truppe italiane, e con l'arrivo della primavera - solitamente periodo di massicce offensive e controffensive tra la NATO, l'ANA ed i talebani - è prevedibile che le truppe saranno impegnate in numerosi combattimenti.

Gli ultimi giorni in Afghanistan[modifica]

Le ultime notizie che arrivano dall'Afghanistan parlano di scontri tra forze di polizia e talebani nella provincia di Helmand, legati ad operazioni di distruzione dei campi di papavero da oppio, diffusissimi nell'area e fondamentali per il finanziamento dei talebani.

Tali operazioni sono sempre state rimandate nel timore di inimicarsi la popolazione, che trae sostentamento dalla coltivazione del papavero, molto meno laboriosa e più redditizia delle coltivazioni tradizionali.

Note[modifica]

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 resoconto stenografico
  2. vedi su en.wikipedia

Articoli correlati[modifica]

Fonti[modifica]

Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Afghanistan.