Agitu Ideo Gudeta assassinata e violentata: confessa il collaboratore ghanese

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martedì 30 dicembre 2020

Plankerhoff, Frassilongo

Agitu Ideo Gudeta, imprenditrice di 42 anni, nata nella capitale etiope Addis Abeba è stata trovata morta nella sua abitazione (l'ex canonica di Plankerhoff) a Frassilongo nella Valle dei Mòcheni.

Stabilitasi in Trentino nel 2010, dopo aver recuperato un pascolo di 10 ettari abbandonato, aveva fondato l'azienda agricola biologica "La regina delle capre felici". Qui allevava capre di razza Mochena, una specie a rischio estinzione, per produrre formaggi e creme cosmetiche. Divenuta simbolo d'integrazione, hanno parlato di lei e della sua attività numerose riviste e trasmissioni televisive.

La mattina del 29 dicembre, l'allevatrice, non si è presentata ad un appuntamento che aveva fissato con un geometra. Per questo, una vicina, dopo essere stata contattata da un conoscente insospettitosi, si è condotta nella casa di quest'ultima e ha svelato la macabra scoperta. Ferita alla testa più volte con un martello e violentata a terra ancora agonizzante nella sua camera da letto, la donna non ha avuto via di scampo.

L'assassino reo confesso è Adams Suleiman, un suo collaboratore ghanese, che lavorava per l'azienda agricola come pastore e custode. L'omicida, stando alle prime dichiarazioni, ha affermato di aver colpito la donna a causa di screzi economici: uno stipendio non pagato. Il trentaduenne è stato arrestato e condotto nella casa circondariale di Trento.

La notizia della morte di Agitu ha scosso la comunità di Frassilongo e dell'intero Trentino, dove la donna era riconosciuta per la determinazione e il coraggio con il quale conduceva la sua impresa.

Fonti[modifica]