Agrifactoring: un’asta miliardaria nel momento della peggior crisi per le banche d’affari

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sabato 20 settembre 2008

Proprio nel momento in cui il mondo finanziario è scosso dalle notizie che arrivano dagli Stati Uniti sulla peggior crisi delle banche d’affari, Agrifactoring (la società di costituita da B.N.L. e Banca di Roma per fattorizzare i crediti della Federconsorzi e posta in concordato preventivo da ben 17 anni) inizia le procedure per un’asta competitiva per collocare i crediti di cui è titolare.

Nel 1991 il mancato pagamento dei prestiti contratti da Agrifactoring (travolta dalla crisi della Federconsorzi) con le banche internazionali aveva provocato da parte delle stesse la revoca immediata da parte delle stesse di tutte le linee di credito accordate dalla finanza internazionale alla B.N.L. ed ammontanti a circa 5.000 miliardi di lire. Il problema determinò l’intervento dell’azionista (il ministero del Tesoro) e il giovane direttore generale, destinato ad una ancor più fulgida carriera, dapprima nelle banche internazionalie poi in Banca d'Italia, Mario Draghi trovò con molta fatica la soluzione: le banche azioniste si sarebbero postergate nella distribuzione dei riparti che sarebbero toccati a loro solo dopo che gli altri creditori avessero recuperato il 100% delle loro spettanze. Solo in questo modo l’assemblea dei creditori dava il via libera al concordato preventivo Agrifactoring e a quello Federconsorzi.


La procedura che doveva essere relativamente veloce, si è impantanata in diatribe giudiziarie civili e penali. Una commissione parlamentare d’inchiesta ha prodotto una relazione molto dettagliata di ben 500 pagine, ma non è riuscita ad accelerare i tempi.

Il liquidatore giudiziale di Agrifactoring, Floriano D'Alessandro debitamente autorizzato dal giudice, ha pensato pertanto di procedere alla vendita all’asta di tutti i crediti ancora vantati dal Concordato, ma le lungaggini burocratiche ha fatto si che l’annuncio dell’invito a manifestare interesse all’acquisto dei crediti coincidesse proprio con il peggior momento di crisi delle banche d’affari statunitensi.

In questi anni erano state proprio quelle banche a mantenere viva sul mercato secondario di Londra una florida intermediazione di acquisti e vendite dei crediti nei confronti di Agrifactoring e di Federconsorzi mentre gli acquirenti finali erano i più importanti fondi speculativi del mondo. Un intervento diretto degli hedge fund, che concepiscono il loro intervento solo in termini di tornaconto immediato, allontanerebbero le prospettive di una soluzione transattiva per la definitiva chiusura delle pendenze Federconsorzi e il rilancio dei consorzi agrari

Fonti[modifica]

  • «Aste appalti»Associazione romana notariato, 2 settembre 2008
  • Inserto «invito a manifestare interesse»Corriere della Sera, 17 settembre 2008, pag. 32