Antiterrorismo, sventato attacco chimico a Nuoro

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

mercoledì 28 novembre 2018

Veduta di Macomer

Si è svolta a Macomer, in provincia di Nuoro, l'operazione condotta dalla DIGOS e dal NOCS che portato all'arresto del 38enne palestinese Alaji Aminun, sospettato di progettare un attacco chimico con ricina e antrace. Secondo le ipotesi avanzate dagli investigatori, l'attacco sarebbe avvenuto in Sardegna contro una caserma dell'Esercito, probabilmente avvelenando una condotta idrica potabile.

"Questo è un arresto molto importante, per associazione terroristica internazionale. L’accusa è di aver aderito allo pseudo stato terrorista islamico, l’Isis." Così riferisce il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, al termine dell'operazione che ha portato all'arresto dell'uomo, che si trova adesso nel carcere di Badd’e Carros, a Nuoro. Si fanno ipotesi sul possibile obiettivo del terrorista, guardando con sospetto alla presenza a Macomer del 5° Genio Guastatori della Brigata Sassari. L'uomo, da tempo sorvegliato dalla Digos di Nuoro e Cagliari, è stato arrestato in pieno centro a Macomer dalle teste di cuoio della Polizia che lo hanno bloccato mentre si trovava a salire su un furgone bianco, al termine di un lungo pedinamento.

Le informazioni che a settembre hanno portato all'apertura dell'indagine, sono arrivate dal Libano a seguito dell'arresto di un cugino di Aminun. Scossi gli abitanti di Macomer, i quali non hanno "mai avuto problemi con la comunità di extra comunitari presenti", come dichiarato dal sindaco del comune nuorese Antonio Onorato Succu, dopo il blitz della Polizia.


Fonti[modifica]