Attualità/Anno 2004 - Settembre

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28 settembre 2004, martedì[modifica]

  • Iraq: Le due giovani italiane - Simona Pari e Simona Torretta -, sequestrate a Baghdad il 7 settembre e tenute prigioniere da allora, sono state liberate. Le immagini delle due donne - rilasciate dai loro sequestratori intorno alle 17 ora italiana, le 19 a Baghdad, e riprese ancora con il volto coperto da una sorta di burqa - sono state irradiate dalla CNN, che ha interrotto i notiziari ordinari, e poi dalle televisioni di tutto il mondo. In serata Pari e Torretta hanno fatto il loro rientro in Italia.

25 settembre 2004, sabato[modifica]

  • Italia: Si apre a Taranto il "XLIV Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia". L'edizione di quest'anno riguarderà i temi del "Il Tramonto della Magna Grecia" e di "Atene e la Magna Grecia". La manifestazione che, attrae studiosi di storia antica e appassionati, è l'unico simposio nel mondo che viene regolarmente organizzato dedicato specificatamente ad approfondire la conoscenza di tale periodo storico. (Gazzetta del Mezzogiorno).

14 settembre 2004, martedì[modifica]

  • Italia: La cantante Giuni Russo (vero nome Giusi Romeo) è morta a Milano dopo una lunga lotta contro il cancro. Da tempo ammalata, l'artista - dotata di una voce importante e dal timbro originale - ha legato il suo nome principalmente ad un hit degli anni '80|: "Una estate al mare". Fruttuosa fu anche la sua collaborazione con il cantautore Franco Battiato. L'ultima sua esibizione avvenne al festival di Sanremo del 2003.

13 settembre 2004, lunedì[modifica]

12 settembre 2004, domenica[modifica]

  • USA: Alcuni scienziati negli Stati Uniti hanno dimostrato che nanoparticelle| d'oro possono aiutare i raggi X ad eliminare con più efficacia le cellule| cancerose| nei topi|. I ricercatori sperano di migliorare la tecnica in modo da renderla funzionante anche negli esseri umani. (Le Scienze.it)
  • Iraq: Mazen al Tomaizi giornalista palestinese di 25 anni delle emittenti Al Arabiya e Al Ekhbariya è stato ucciso in diretta sotto i colpi di elicotteri da combattimento statunitensi a Bagdad. Il giornalista stava trasmettendo dal luogo in cui un carroarmato Bradley in fiamme era stato circondato dalla folla, quando c'è stato il bombardamento americano a copertura del cingolato. Il bilancio complessivo dell'attacco è di 12 morti e 55 feriti. (ansa)
  • Medio Oriente: il premier israeliano| Sharon| ha duramente risposto alle critiche che gli vengono mosse dalla destra estrema e dai coloni in relazione al piano intrapreso dal governo per l'evacuazione della Striscia di Gaza. Secondo Sharon la protesta sfiorerebbe l'incitamento alla guerra civile. (Repubblica).

11 settembre 2004, sabato[modifica]

  • Grecia:Il patriarca ortodosso| di Alessandria| e di tutta l'Africa Pietro VII è morto oggi per un incidente che ha interessato l'elicottero su cui viaggiava. Il velivolo si è infatti inabissato per cause ancora sconosciute nel mar Egeo, al largo del Monte Athos, destinazione finale del viaggio. Il primate ricopriva la seconda carica per importanza all'interno della chiesa greco-ortodossa, dopo il patriarca russo Alessio II. Resto del Carlino

10 settembre 2004, venerdì[modifica]

  • Russia: Sembra che sia stata finalmente trovata una soluzione alla congettura di Poincaré. Il solutore, Grigori Perelman, russo, propose la sua idea alla commissione esaminatrice due anni| fa e attualmente è ancora sotto esame, ma dalle prime indiscrezioni sembra che quella proposta sia la dimostrazione corretta. (Dettagli)
  • Roma: Ostaggi: Prosegue la mobilitazione per la liberazione delle due volontarie italiane. Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi|Ciampi| ha avuto un colloquio con i rappresentanti delle comunità islamiche| in Italia per giungere ad un appello congiunto. Nella capitale questa sera si è tenuto un corteo indetto dalle associazioni pacifiste e dalle organizzazioni di cooperazione. Il capo del governo Berlusconi| ha chiesto al presidente iracheno| Ghazi Al Yawar un forte impegno per un esito positivo della vicenda.

9 settembre 2004, giovedì[modifica]

  • Indonesia: Attentato all'ambasciata australiana| di Giacarta. Alle 5.30 ora italiana c'è stata una potente esplosione davanti all'edificio probabilmente provocata da un'autobomba. 8 i morti accertati e 168 i feriti. Il primo ministro australiano ha invitato i concittadini a rimandare i viaggi non essenziali in Indonesia. I primi sospetti si concentrano su Azahari Husin alto esponente della Jemaah Islamiah, l'organizzazione locale terroristica che si ritiene legata ad al Qaeda e già protagonista degli attentati a Bali del 2002 e dell'anno scorso all'Hotel Marriot di Giacarta.
  • M.O.|: Il governo israeliano| si starebbe apprestando a modificare il tracciato del cosiddetto Muro di sicurezza, la barriera difensiva che si sta erigendo tra Israele e la Cisgiordania. Il governo presieduto da Ariel Sharon si sarebbe pronunciato a favore di un accorciamento del progetto originario e ad una maggiore vicinanze alla linea verde che secondo le risoluzioni ONU| separa i due territori. La misura fa seguito alle numerose prese di posizione contro il progetto da parte della comunità internazionale, tra cui un pronunciato della Corte internazionale di giustizia dell'Aja. Scetticismo da parte palestinese|.

8 settembre 2004, mercoledì[modifica]

  • Iraq: Preoccupazione per la sorte delle due volontarie| sequestrate ieri a Bagdad. Il governo chiama a un momento di unità nazionale per affrontare la situazione. Appelli delle autorità religiose irachene e mobilitazione in Italia delle associazioni| di cooperazione allo sviluppo e del movimento pacifista|. Secondo le testimonianze fin'ora raccolte il commando composto da circa 20 uomini che ha fatto irruzione negli uffici dell'ong è apparso molto preparato e chiaramente determinato sugli obiettivi da perseguire.
  • Iraq:Intanto ieri il bilancio degli scontri a Falluja è stato di 100 miliziani sunniti uccisi. 40 sostenitori dell'Esercito di al-Mahdi, seguaci del leader radicale sciita| Moqtada al-Sadr, sono invece rimasti sul campo nella battaglia in corso a Sadr City, nei sobborghi di Bagdad. Con gli ultimi attentati sale a 1000 il numero complessivo di soldati statunitensi| uccisi dall'inizio del conflitto|.
  • Gran Bretagna: Scoperte nel suolo britannico tracce di plutonio proveniente dai test nucleari statunitensi| compiuti 50| anni| fa nel Nevada. Secondo Keith Goulding, il ricercatore che ha condotto lo studio sul terreno di una tenuta dell'Hertfordshire, la quantità rilevata sarebbe troppo piccola per costituire un pericolo. (Dettagli)

7 settembre 2004, martedì[modifica]

  • Iraq: Due operatrici volontarie italiane dell'organizzazione non governativa "Un ponte per ..." - Simona Pari e Simona Torretta - sono state sequestrate da un commando composto da una dozzina di guerriglieri nel centro di Bagdad. Assieme a loro sono stati presi in ostaggio un'altra operatrice irachena ed un funzionario, anch'egli di nazionalità irachena, che lavoravano nello stesso ufficio. (Fonte Internet: panorama online / notizie.virgilio.it)
  • Israele: Si ricomincia. Dopo l'ultimo attentato kamikaze di Hamas a Beersheva, l'esercito israeliano ha risposto bombardando Gaza: 14 morti e 50 feriti tra la popolazione palestinese. Quello di stanotte è l'attacco israeliano col maggior numero di vittime dal 12 maggio scorso. Sito del periodico palestinese Palestine Monitor.

6 settembre 2004, lunedì[modifica]

  • Russia: la nazione è in lutto. Messaggio del presidente Putin| alla televisione. Il bilancio ufficiale della tragedia è di 335 morti, ma si ritiene destinato a crescere. 400 persone si trovano ancora ricoverate nelle strutture sanitarie. Le famiglie degli ostaggi richiedono l'apertura di un'inchiesta per chiarire il reale svolgimento delle trattative tra autorità e terroristi.
  • Francia: un comunicato apparso su un sito islamico fisserebbe delle nuove condizioni e un nuovo ultimatum di 48 ore per la liberazione dei due giornalisti francesi rapiti il 20 agosto scorso in Iraq. Le richieste avanzate, che le autorità francesi non hanno voluto commentare in quanto nessun contatto ufficiale ha avuto luogo, sarebbero il pagamento di una somma di 5mil. di dollari e la garanzia che la Francia non interverrà in futuro in Iraq né da un punto di vista militare, né da un punto di vista economico.

5 settembre 2004, domenica[modifica]

  • Russia: il primo canale della televisione russa mostra le immagini del solo membro del commando ceceno| catturato vivo. Delle circa 35 persone circa che secondo le testimonianze ne facevano parte, 30 sono rimaste uccise negli scontri. Le autorità non hanno ancora fornito informazioni sull'identità dei terroristi, salvo indicare che alcuni di loro sarebbero provenienti dai paesi arabi.

3 settembre 2004, venerdì[modifica]

  • Russia: Si conclude nella maniera più sanguinosa la vicenda degli ostaggi di Beslan. Alle 13.10 a seguito dell'esplosione nell'edificio di diverse granate le forze speciali russe decidono di intervenire. La battaglia proseguirà per più di due ore, lasciando sul terreno diverse centinaia di vittime colpite nella fuga dai terroristi, trovatesi nel mezzo dello scontro a fuoco o perite nell'incendio e nel crollo del tetto seguiti alle numerosi esplosioni. Incerta la dinamica degli eventi: la versione ufficiale riferisce che le forze di intervento sono state costrette ad agire dal precipitare degli eventi ma viene messa in dubbio da testimoni e rappresentanti della stampa. Incertezza anche sul numero esatto delle vittime.

1 settembre 2004, mercoledì[modifica]

  • Russia: A Beslan, nella provincia russa dell'Ossezia| un commando di terroristi| ceceni| ha preso possesso di un edificio scolastico, traendo in ostaggio tutte le persone presenti. Secondo le stime delle autorità le persone che si trovano sotto la minaccia delle armi sono 354, di cui circa la metà bambini: in Ossezia oggi è giorno di ripresa scolastica che tradizionalmente viene celebrata con una grande festa a cui partecipano i genitori e le famiglie degli alunni. Il commando richiede la liberazione di combattenti ceceni detenuti in Inguscezia e minaccia di uccidere 50 bambini per ogni membro del gruppo che dovesse essere ucciso.