Barbie batte Sara in Iran

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto
Jump to navigation Jump to search

martedì 30 settembre 2008

Mahmud Ahmadinejad, attuale Presidente della Repubblica islamica dell'Iran

Il governo iraniano non tollera di buon grado l'introduzione nel proprio paese di influenze culturali esterne, sopratutto se riguardano i bambini, temendo il loro traviamento dalla cultura tradizionale.

Fra questi modelli esteri ritenuti negativi, c'è Barbie, la famosa bambola, dalla gran copia di articoli di guardaroba e accessori, e anche il suo fidanzato Ken. Per contrastarli l'Istituto per lo sviluppo intellettuale di bambini e adolescenti ha promosso una nuova linea di bambole, tutta islamica: Sara e il suo fidanzato Dara.

Questo esperimento era nato in origine sulle pagine di un libro scolastico per l'infanzia, dove i bambini potevano leggere le loro storie, tutte imperniate sulla vita familiare e alla trasmissione di valori islamici. Le nuove bambole sono realizzate in Cina, ed hanno un costo decisamente inferiore a quello della controparte statunitense: circa un terzo.

Sara e Dara propongono un modello di fisionomia locale: sono entrambi bruni e con una carnagione un poco scura. Hanno inoltre una loro caratterizzazione: laddove Barbie e Ken sono dei giovani, Sara e Dara sono dei bambini di 8 anni; è per questa ragione che la bambola di Sara può portare i capelli liberi, senza velo islamico: la sua bassa età, in base alla legge islamica, glielo consente; tuttavia la confezione di Sara include un velo bianco in omaggio. Per Dara invece il completo di base è una divisa militare.

Il giornale britannico Daily Telegraph ha voluto saggiare l'opinione di alcuni giocattolai su questa novità. Per Masoumeh Rahimi la sensualità della bionda Barbie è peggiore di un attacco missilistico, dato che crescendo le bambine potrebbero poi non accettare più il musulmanesimo. Mehdi Hedayat sostiene invece che il prodotto sia un investimento per il futuro.

Le cose però sembrano non andare nella direzione voluta dal governo; il sito Tabnak (vicino a Mohsen Rezaii, ex capo dei Pasdaran) spiega che all'apertura delle scuole questi nuovi eroi iraniani non spiccano ancora su zaini, cartelle, diari dei bambini e delle bambine. Per le bambine il primato di Barbie è ancora di circa la metà dei prodotti scolastici, mentre i bambini continuano ad amare eroi statunitensi come quelli della Marvel, Shrek, Tartarughe Ninja. Per Tabnak questo insuccesso fa da cartina al tornasole della politica governativa, mostrando come le misure adottate non abbiano affatto fermato l'invasione di modelli culturali occidentali.

Questa non è la prima volta che la Barbie incontra difficoltà di questo genere; già nel 2003 in Arabia Saudita venne dichiarata fuorilegge. Nello stesso anno apparve in Egitto Fulla, un bambola simile a Barbie, ma velata.

Fonti[modifica]