Batterio killer: decessi in Emilia-Romagna e Veneto

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giovedì 22 novembre 2018

Diagramma dello schema della parete cellulare in un micobatterio

Due decessi confermati e segnalati già la scorsa estate in Emilia-Romagna, altri due casi sospetti e un centinaio di cartelle da rivedere, relative a pazienti che hanno subìto interventi di cardiochirurgia a carico delle valvole cardiache fra il 2010 al 2017, pazienti in seguito deceduti. Questa è la situazione relativa al micobatterio Chimera che nel Veneto ha provocato la morte di sei persone; il batterio è stato preso dai pazienti durante interventi di cardiochirurgia con utilizzo di macchine cuore-polmone che permettono la circolazione extracorporea. Il periodo di incubazione, che di solito è di 17 mesi può arrivare fino a 72 mesi; non c'è una precisa terapia e il tasso di mortalità è del 50 per cento. Il micobatterio killer è stato scoperto nel 2004 e in Italia il primo decesso è avvenuto il 2 novembre scorso a Vicenza.

Sergio Venturi, l'assessore regionale dell'Emilia-Romagna, ne parla come un evento raro, la cui causa è forse da ricercare in alcuni macchinari prodotti dalla Template:Chiarire azienda. Comunque si sta intervenendo per sostenere la sicurezza dei pazienti con la sostituzione le apparecchiature a rischio o con il loro adeguamento per evitare altre eventuali infezioni. I due decessi avvenuti sono stati provocati dall'infezione del batterio; l'estate scorsa questi casi erano stati comunicati al ministero della Salute. Ci sono delle verifiche relativamente ad altri due casi sospetti. I risultati di questi accertamenti, fatti su richiesta del ministero della Salute, si dovrebbero avere fra una settimana. Nel frattempo la Regione sta inviando ai pazienti diecimila lettere in cui è spegato ciò che sta succedendo, invitandoli in caso di sintomi febbrili durevoli di contattare il proprio medico curante.

Il Ministero della Salute, avendo esteso l'indagine a tutte le regioni, comunica di essere in attesa dei risultati, che il ritardo è forse dovuto al lungo periodo di incubazione del batterio e che eventuali casi devono essere necessariamente confermati da analisi di laboratorio.

Il caso sarà oggetto di discussione presto in Parlamento: a preannunciare un’interrogazione alla Camera dei Deputati è l'onorevole Galeazzo Bignami, rappresentante di Forza Italia che vive a Bologna. Lo stesso Bignami chiederà al Governo di "fare attraverso il Ministero della Salute tutte le verifiche necessarie per capire come sia capitato tutto ciò in una delle cosiddette eccellenze dell’Emilia-Romagna". Anche la consigliera regionale del Movimento Cinque Stelle Giulia Gibertoni ha dichiarato di avere più volte sollevato in commissione il problema legato al rischio delle infezioni all'interno degli ospedali, senza alcun riscontro.

Fonti[modifica]