Berlusconi apre al sistema elettorale tedesco

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mercoledì 12 dicembre 2007

Silvio Berlusconi, alla presentazione del libro L'amore e il potere - Da Rachele a Veronica di Bruno Vespa, ha espresso alcune sue opinioni sulla legge elettorale, soprattutto al modello tedesco: «Non diciamo apertamente di no al modello tedesco, questo sistema con qualche intervento mirato, come la dichiarazione delle alleanze prima del voto, potremmo accettarlo». Poi prosegue sulle alleanze preventive dicendo che l'ipotesi «non credo venga accettata dal Pd, lo trovo difficile».

In seguito il Cavaliere parla di proseguire il dialogo sulla legge elettorale senza pregiudiziali e ripete di tornare a votare: «Noi siamo per andare a votare presto, troviamo una legge che vada bene a tutti e non stravolga le proporzioni del voto. Per noi l'interesse massimo è tornare al voto: con questa legge elettorale, con il Vassallum, con il tedesco migliorato, ma andiamo a votare».

Secondo Berlusconi ci vogliono «larghe maggioranze per governare il paese» e dice che l'attuale legge elettorale è «una buona legge» e «se si andasse a votare adesso il centrodestra avrebbe i numeri che gli consentirebbero di governare».

Definisce il Vassallum: «una legge che favorisce i grandi partiti e va contro l'eccessivo frazionamento, una cosa che penso vogliono tutti. Cinquanta partiti ci espongono al ridicolo in tutto il mondo. C'è la proposta di Veltroni, siamo disponibili ad esaminarlo. Ci va bene anche un'altra legge elettorale».

Il capo di Forza Italia invita gli alleati a edificare insieme il nuovo partito e appoggia una svolta nella politica italiana. Mentre parla di sondaggi, che indicano il Partito del Popolo delle Libertà al 32.2%, ripete lo stupore per le reazioni all'annuncio di San Babila: «Agli alleati dico: costruiamolo insieme il partito, le regole scriviamole insieme". I nostri elettori ci vogliono uniti». Poi si dice pronto a dialogare con i leader dei partiti della Casa delle Libertà: «sono a disposizione, non ho difficoltà a parlare con tutti».

«Nel novembre del 2005 tutti avevano siglato» - parla Berlusconi - «un patto per un unico partito. Invece di arrivarci con un accordo delle segreterie, ci arriviamo per la volontà della gente. Non capisco come ci sia stata questa levata di scudi contro di me, la gente mi dice di andare avanti su questa strada. Il centrodestra è vicino al 60% e la prospettiva è quella di ritornare al governo». Inviata gli alleati a stare insieme per realizzare qualcosa di nuovo e ricorda la cena fraterna di ieri sera con Bossi dove si è parlato di un patto federativo tra Lega e questo partito.

Poi annuncia che il nome ufficiale del nuovo partito sarà detto domani nella Tv della Libertà, dove sarà presente come ospite di Michela Vittoria Brambilla alle 14:00.

Silvio Berlusconi parla anche della polemica degli autotrasportatori, appoggiando la protesta, ma non nei termini in cui è effettuata: «Non sono d'accordo nella forma della protesta, sì per le esigenze che gli autotrasportatori portano avanti».

Si esprime anche su Alitalia: «Andando avanti di questo passo perderemo la compagnia che invece sarebbe necessaria perché è il primo promotore di turismo. È una emergenza, si deve mantenere una compagnia di bandiera».

Sul ddl Gentilone dice: «Non credo che in Parlamento si possano trovare così tante persone pronte a votare una legge Gentiloni che non voglio nemmeno definire perché sarebbe il titolo dei giornali di domani». Parla minimamente anche sulla riforma televisiva: «sarebbe una legge punitiva che distrugge un'azienda». Gli si chiede anche se è preoccupato dalle "minacce" di Gianfranco Fini e lui risponde: «non credo proprio».

Fonti[modifica]