Bielorussia: Lukashenko attacca, arrestati quattro dell'opposizione

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21 marzo 2006
Questa notte la polizia, per ordine del presidente bielorusso Alexander Lukashenko, ha arrestato quattro esponenti dell'opposizione: sono Anatoly Lebedko, leader del Partito civile unito, Valentina Pavelikova, Alexander Dobrovolsky e Alexei Yanukiyevich, che si erano allontanati dalla piazza d'Ottobre, dove migliaia di manifestanti chiedono a gran voce che vengano indette nuove e libere elezioni.
In piazza, gli attivisti si sono accampati con tende, sventolano bandiere della Bielorussia e dell'Unione Europea, gridando slogan come "Vogliamo la libertà" e " Vogliamo la giustizia, nel tentativo di ripetere la rivoluzione arancione che ha abbattuto il regime filorusso in Ucraina nel 2004.
Nel frattempo le pressioni internazionali contro Lukashenko continuano, dopo che l'Osce, Unione Europea e Stati Uniti, avevano espresso i propri dubbi sui risultati delle elezioni, che, secondo i dati ufficiali, vedrebbero riconfermato Lukashenko presidente con grande maggioranza.
L'attuale presidente è al potere da 12 anni, quando, dopo la dissoluzione dell'URSS, riuscì a tenere in vita il regime comunista. Il presidente è riuscito a farsi attribuire il potere legislativo e il potere esecutivo, divenendo di fatto, come egli stesso ama autodefinirsi, l'ultimo dittatore d'Europa.

Fonti[modifica]