Calcio, Mondiali 2014: per gli "Azzurri" nessun regalo a Natal, a passare è la "Celeste"

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mercoledì 25 giugno 2014

L'Arena das Dunas di Natal, "teatro" della sfida tra Italia e Uruguay

Ieri pomeriggio l'Arena das Dunas di Natal, nell'estremo est del Brasile, non si è tinta d'azzurro, bensì di celeste. In una partita valida per l'ultima giornata del gruppo D ai mondiali di calcio, l'Uruguay ha infatti battuto la nazionale di calcio dell'Italia, qualificandosi per gli ottavi di finale, a discapito proprio degli Azzurri, ai quali sarebbe bastato un pareggio per passare il turno. L'incontro, caratterizzato da pochissime occasioni da goal, è stato deciso da un colpo di testa del centrale difensivo Godín a 9 minuti dalla fine.

Con questo successo l'Uruguay si è portato al secondo posto del girone con 6 punti, dietro alla sorpresa Costa Rica, che ha chiuso in testa ed imbattuta con 7 punti (frutto delle vittorie con Uruguay ed Italia e del pareggio nell'ultima giornata con l'Inghilterra), mentre l'Italia, con 3 punti in tre gare (frutto di un'unica vittoria, ottenuta a spese dell'Inghilterra) deve fare le valigie, così come l'Inghilterra, che ha chiuso con un poco onorevole ultimo posto e con un solo punticino in classifica.

Al termine della gara, il commissario tecnico dell'Italia Cesare Prandelli ha rassegnato le proprie dimissioni, così come il presidente federale Giancarlo Abete. Per l'Italia si tratta della seconda eliminazione consecutiva nella prima fase, dopo Sudafrica 2010.

Diametralmente opposti, ovviamente, gli umori in casa "celeste". Adesso la selezione guidata da Óscar Washington Tabárez se la dovrà vedere agli ottavi, in una sfida ad eliminazione diretta, con la Colombia, vincitrice del gruppo C: la gara è in programma sabato sera a Rio de Janeiro.

Tabellino[modifica]

Natal
24 giugno 2014
Italia Flag of Italy.svg 0 – 1
referto
Flag of Uruguay.svg Uruguay Arena das Dunas (40.000 spett.)
Arbitro Moreno (MEX)


Formazioni[modifica]

leftcenter

Resoconto[modifica]

La gara si presenta come un vero e proprio "spareggio" per designare la seconda squadra qualificata agli ottavi, assieme alla Costa Rica, già sicura del passaggio del turno dopo due sole partite. Italia ed Uruguay si ritrovano infatti appaiate a quota 3 punti dopo due gare, ma la differenza reti impone ai sudamericani un successo contro gli Azzurri, i quali hanno invece a disposizione due risultati su tre per passare il turno.

Sugli spalti si registra una predominanza di tifosi uruguayani.

L'Uruguay si schiera con il suo tradizionale 4-4-2, mentre il ct italiano Cesare Prandelli decide di "cambiar pelle" alla sua squadra, optando per un inedito 3-5-2, con il capocannoniere del campionato italiano Ciro Immobile schierato in avanti al fianco di Mario Balotelli.

Nel primo tempo, l'importanza della posta in palio si fa sentire e la prima frazione scorre così via senza particolari emozioni. L'unico sussulto è di marca uruguayana, con un'occasione sventata da Buffon in un doppio intervento. Da segnalare inoltre un'ammonizione al diffidato Balotelli, che poi verrà sostituito nell'intervallo.

Nella ripresa, la prima "emozione" la regala il direttore di gara, il messicano Moreno, che dopo dieci minuti decide di punire con il cartellino rosso un intervento falloso di Marchisio.

La superiorità numerica galvanizza l'Uruguay, mentre l'Italia, costretta a giocare in dieci uomini, è sempre più schiacciata all'indietro.

L'occasionissima capita così 3 minuti dopo al bomber uruguayano Suárez, che si presenta tutto solo davanti al portiere italiano Buffon: il campione del mondo del 2006 risponde però da par suo, evitando la capitolazione per l'Italia.

Lo stesso Suárez si mostra in seguito protagonista di un episodio discusso: uno scontro in area con il difensore italiano Chiellini, che mostra il segno della dentatura dell'uruguayano sulla proprio spalla. Per l'attaccante del Liverpool, già protagonista di episodi simili nel corso della sua carriera, verrà probabilmente applicata la prova televisiva, che potrebbe portare a sanzioni.

All'81º, arriva il goal-partita. L'Uruguay usufruisce di un calcio d'angolo dalla destra del proprio fronte d'attacco: in mezzo all'area azzurra saltano le tre torri difensive degli uruguayani, ma il colpo di testa vincente è quello di Godín. Inutile il tuffo di Buffon: la palla si insacca nell'angolino basso alla sua sinistra.

Nel finale, l'Italia si getta in avanti alla disperata, ma il forcing non produce occasioni da goal. È invece l'Uruguay a rendersi maggiormente pericoloso in contropiede.

Al fischio finale, è festa per la "Celeste", mentre gli Azzurri devono congedarsi mestamente dalla competizione.

Dichiarazioni post-partita[modifica]

Un'immagine del commissario tecnico dell'Italia Cesare Prandelli, che al termine della partita ha rassegnato le proprie dimissioni

Appena arrivato in sala stampa, il commissario tecnico dell'Italia Cesare Prandelli ha annunciato la sua decisione di dimettersi dall'incarico, sottolineando, in polemica con alcune critiche sull'allungamento del suo contratto, come lui non sia "uno che ruba i soldi con i contribuenti".

Polemiche anche le dichiarazioni a fine gara di Gianluigi Buffon e di Daniele De Rossi, che hanno – non proprio velatamente – criticato alcuni compagni di squadra. In particolare, De Rossi ha dichiarato che "la nazionale ha bisogno di calciatori e non di figurine". Gli addetti ai lavori hanno subito individuato nell'attaccante azzurro Mario Balotelli il possibile "capro espiatorio".

Fonti[modifica]