Casteldaccia (Palermo): nove persone uccise dalla furia dell’acqua. Sotto accusa l’abusivismo

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lunedì 5 novembre 2018

Litorale di Casteldaccia (1857)

Strage a Casteldaccia, in provincia di Palermo: i componenti di due famiglie, fra cui due bimbi di uno e tre anni, che si erano riunite per passare la serata insieme in una villetta di campagna, sono annegati al suo interno. La casa è stata inondata dall'acqua e dal fango del fiume Milicia, ingrossato dalle piogge e le persone sono annegate perché l'acqua ha raggiunto il soffitto.

La tragica scoperta è avvenuta mezz’ora dopo la mezzanotte, allorché vigili del fuoco, carabinieri, protezione civile e sanitari del 118 sono intervenuti sul posto. I corpi delle vittime sono state recuperati dalla squadra di sommozzatori dei Vigili del Fuoco di Palermo. Un uomo e una bambina si sarebbero salvati perché erano usciti per andare a comprare dei dolci, mentre una terza persona, arrampicatasi su un albero, ha lanciato l'allarme col cellulare.

Sotto accusa c'è l'abusivismo: la villetta sorge a meno di 300 metri dal fiume Milicia, quasi sotto l'autostrada, e vicino ci sono baracche abusive fatte di legno e lamiera, oltre a qualche prefabbricato. C'è da aggiungere, come causa concomitante, la mancata manutenzione degli argini del fiume Milicia che, avendo probabilmente incontrato ostacoli per defluire verso il mare, ha investito tutto quello che trovava. Nella stessa area ci sono pure zona altre case danneggiate e un camper in bilico su un muretto.

Giovanni Di Giacinto, sindaco di Casteldaccia, intervenuto sul luogo della tragedia, commenta l'accaduto affermando che si tratta di un'enorme tragedia; non si riesce a capire come sia potuto succedere. Il fiume Milicia non è mai esondato, e a Casteldaccia non ha piovuto molto; forse si è ingrossato a causa delle piogge lungo il percorso. Da assessore e poi da sindaco ha fatto prima delle segnalazioni verbali ai carabinieri, poi un esposto alla Procura di Termini Imerese insieme all'ex sindaco di Castedaccia Fabio Spatafora.

Il premier Conte, venuto in Sicilia, ha dichiarato che è stato messo in bilancio un miliardo per interventi di sicurezza del territorio e altri 50 milioni per le autorità di bacino per regolare i flussi d'acqua. Ecco quanto annunciato su Facebook: Dopo avere firmato i provvedimenti necessari a gestire l'emergenza maltempo, mi accingo a convocare il Consiglio dei Ministri, la prossima settimana, per deliberare lo stato di emergenza. Con la deliberazione dello stato di emergenza il Governo disporrà lo stanziamento delle prime risorse e adotterà gli interventi necessari a superare l'emergenza.

Per il procuratore di Termini Imerese, Ambrogio Cartosio, è ancora tutto da valutare: si stanno facendo degli accertamenti per verificare se gli edifici interessati siano stati costruiti con le dovute concessioni. Dalle prime valutazioni, fatte sorvolando l'area, alcune costruzioni sembra però che siano molto più vicine all'alveo dei 150 metri imposti dalla normativa.

Fonti[modifica]