Cecenia: nuova persecuzione contro omosessuali

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13 gennaio 2019

Ramzan Kadyrov (repertorio)

Nella Repubblica Cecena è in corso una nuova persecuzione nei confronti delle persone omosessuali, messa in atto dal leader paramilitare w:Ramzan Kadyrov, che governa la regione con l'appoggio di Vladimir Putin, dopo quella avvenuta un anno e mezzo fa, quando oltre cento omosessuali furono arrestati illegalmente, condotti in un campo di concentrameno, torturati e uccisi.

La notizia degli arresti è stata ripresa anche dalla testata investigativa russa Novaya Gazeta, la stessa che rese pubblica la prima persecuzione.

Kodrov nell'aprile dello scorso anno aveva negato le persecuzione sostenendo beffardamente che "Non si possono detenere e perseguire persone che semplicemente non esistono nella Repubblica Cecena. Se ci fosse gente simile in Cecenia le forze dell'ordine non avrebbero bisogno di avere a che fare con loro, perché i loro parenti li manderebbero in un luogo da cui non c'è più ritorno."

Nel mese di agosto 2018, sedici Stati dell'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), avevano richiesto alla Russia di aprire delle indagini concrete su quanto accaduto, ma il governo russo non è intervenuto.

L'attivista per i diritti umani Igor Kochetkov, presidente di Russian LGBT Network, la principale associazione LGBT russa, ha dichiarato all'Associated Press che decine di uomini e donne considerate gay sono state prese in custodia dalle autorità cecene già dal mese di dicembre 2018.

Fonti[modifica]