Disastro aereo in Congo, molti morti

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martedì 15 aprile 2008

Sessanta, forse settanta morti. Questo è il bilancio, tuttora provvisorio, di una sciagura aerea che si è verificata quest'oggi nella Repubblica Democratica del Congo, attorno alle 14.30. Un aereo, partito dall'aeroporto di Goma (volo sulla tratta Goma-Kinshasa), si è schiantato al suolo poco dopo aver iniziato il viaggio. Secondo le prime notizie, che, appunto, devono essere confermate, molti passeggeri sarebbero morti nell'incidente.

Il bilancio è arrivato poi a 85 vittime secondo la stima più alta. In tal caso sarebbero solo 6 i superstiti tra cui, fatto degno di nota, 2 missionari italiani, scampati dalla caduta del DC-9 della Hewa Bora Airways, una poco nota compagnia di volo delle numerosissime (oltre 50) congolesi iscritte nella Black list dell'U.E. (in particolare, lo era da appena 2 giorni). Già lo scorso ottobre vi è stato un altro incidente gravissimo, quando un cargo della stessa compagnia era caduto direttamente sul mercato della capitale Kinshasa. L'aereo non aveva passeggeri paganti ma, dato il luogo del sinistro, ha provocato ugualmente una strage.

I missionari sono P. Pierfrancesco Agostinis e Piero Rinaldi. Il primo, di Udine ha raccontato che al decollo, dopo l'incendio, si è diretto per istinto verso la cabina di pilotaggio e ha trovato la porta aperta. Padre Rinaldi è rimasto bloccato nella fusoliera, e poi salvato attraverso un oblò. Secondo quello che Agostinis ha raccontato, al decollo dev'essere scoppiata una gomma. Il pilota ha tentato di atterrare (più probabilmente non era riuscito nemmeno a decollare), ma la pista era troppo corta. L'aereo è finito addosso alle casette del mercato: «Non si capiva più niente, l'aereo si è spezzato e ha preso fuoco». La parte posteriore ha preso fuoco, forse ne sono morti tutti gli occupanti.

Fonti[modifica]