Emergenza rifiuti in Campania: bloccate anche le ambulanze

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domenica 6 gennaio 2008

Si accende di toni drammatici l'emergenza rifiuti che da giorni ha gettato la periferia di Napoli nel caos: i cumuli di immondizia, buttati per le strade e in maggior parte bruciati, sono stati quantificati intorno alle 3mila tonnellate; i roghi continuano, senza sosta, provocando innalzamenti di fumi tossici alla diossina, sostanza responsabile di numerose malattie, prime tra tutte il cancro.

I cittadini, infuriati per la riapertura della discarica di Pianura, e per i rifiuti che non vengono rimossi da intere settimane, stanno applicando delle forme selvagge di protesta: la linea ferroviaria tra Roma e Napoli è stata bloccata, costringendo le FS ad utilizzare canali alternativi per i treni, che hanno accumulato enormi ritardi; le ambulanze sono state bloccate, e i paramedici al loro interno sono stati obbligati a scendere per poi essere picchiati, senza apparente motivo. Molti mezzi del trasporto pubblico, utilizzati per le barricate, sono stati dati alle fiamme.

Le cariche della polizia, intervenuta per sedare la rivolta, hanno lasciato diversi feriti, compresi un anziano 75enne ed una donna in gravidanza.

Per i gravi problemi e l'emergenza igienica, il sindaco di San Giorgio a Cremano, Domenico Giorgiano, ha imposto che tutte le scuole del territorio rimangano chiuse a partire da domani, quando i ragazzi sarebbero dovuti rientrare dalle vacanze di Natale, a tempo indeterminato, ovvero fino a quando l'emergenza sia conclusa.

Ma la protesta ha ricevuto anche un appoggio eccellente, quello di Rosa Russo Iervolino, sindaco della città partenopea, che ha detto: "Sono andata a Roma, ho cercato altre ipotesi e devo ringraziare chi veramente mi è stato vicino, il ministro Alfonso Pecoraro Scanio."

Intanto, alcuni automezzi sarebbero riusciti ad entrare nel sito di Pianura, sfrecciando ad alta velocità per evitare i blocchi, al solo scopo di portare del materiale per l'allestimento della discarica, dismessa diversi anni addietro.


Fonti[modifica]