Euro 2008: la Spagna batte l'Italia ai rigori e va in semifinale

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lunedì 23 giugno 2008

Le formazioni in campo

La Nazionale di calcio dell'Italia, campione del mondo in carica ha terminato anzitempo la sua carriera europea, battuta dalla Spagna. Pochi i precedenti tra queste due nazionali, e spesso amichevoli.

Tant'è vero che per trovare una partita ufficiale, e una sconfitta del bel paese, bisogna tornare indietro nel tempo fino al 1920. Ma per questo europeo la Spagna partiva tra le favorite, con una squadra giovane e promettente, anche se priva di Raul|.

Dopo che Hiddink è riuscito nel miracolo di far passare la Russia in semifinale, battendo la fortissima Olanda, ogni pronostico diventava piuttosto inaffidabile. La Spagna, del resto, aveva battuto la Russia per 4 a 0, e l'Olanda aveva vinto tutte le gare de girone iniziale con 9 gol fatti e 1 subito.

Con la Spagna era l'unica ad avere punteggio pieno, anche se questo, storicamente, non ha mai significato automaticamente continuare con fortuna nel prosieguo degli Europei. Per l'Olanda è stato indubbiamente vero, anche se la Russia era allenata da un orange. Per la Spagna il momento della verità sarebbe stato domenica 22 giugno.

L'Italia, al suo solito, veniva da un girone iniziale piuttosto tribolato: come a Usa '94 aveva una vittoria, un pareggio e una sconfitta e se era passata ai quarti lo doveva a quello che altri avevano fatto, in questo caso alla correttezza degli olandesi, che non si sono lasciati vincere dalla Romania, cosa che avrebbe escluso sia la Francia che l'Italia.

Veduta del teatro della partita, l'Ernst Happel Stadion

In ogni caso, il commissario tecnico, Roberto Donadoni ha puntato sui centrocampisti della Roma: Daniele De Rossi, Alberto Aquilani e Simone Perrotta. Ha aggiunto Massimo Ambrosini, ma non c'erano Andrea Pirlo e Rino Gattuso perché squalificati. Come spettatori stanno in tribuna a vedere il match, inquadrati di tanto in tanto dalle telecamere.

Gli spagnoli sembrano e sono dei ragazzini: età media di circa 26 anni contro i 29 degli italiani. La maglia bianca degli Italiani aumenta quella che oltre ad una sensazione visiva, è anche un dato di fatto: gli spagnoli sono nettamente più bassi dei colossi come Luca Toni, Chiellini o lo stesso Gianluigi Buffon.

Ma nel caldo afoso di Vienna si muovono meglio con un possesso palla di oltre il 60% per tutto il primo tempo. Grandi giocate da parte di persone come Senna, forse il migliore degli Spagnoli, mentre Cassano è uno dei migliori tra gli italiani. Hanno tuttavia concluso poco, anche se i tiri in porta sono stati molti di più di quelli italiani.

Di fatto le due squadre raggiungono gli spogliatoi con lo 0 a 0 in tasca, anche se c'è stata una serie di cadute spagnole in area rigore di cui almeno una ha suscitato più di un sospetto (che si trattasse effettivamente di un fallo). L'arbitro non ha fischiato e ha lasciato correre quasi tutte le azioni con autorità e pochi richiami in generale. Alla fine ammonirà (nel secondo tempo) anche uno spagnolo che era incespicato in area di rigore. Ma nel secondo tempo l'Italia sembra più tonica.

Anche nella ripresa gli spagnoli giocano meglio, incitati dalla tifoseria rossa in abiti da toreri, ma anche gli italiani hanno un nutrito gruppo di supporter, differentemente dalle partite d'esordio, e migliorano di qualcosa il rendimento. Però anche nel secondo tempo non è che le azioni concluse abbondino.

Gli Spagnoli al solito hanno la padronanza del gioco, anche se meno che nel primo tempo. Scorrazzano a centrocampo e si portano nella zona difensiva italiana, ma poi negli ultimi 30 metri perdono lucidità e non tirano con precisione, impegnati dall'arcigna difesa italiana, tanto che il migliore in campo alla fine sarà acclamato Chiellini.

Gli italiani di quando in quando sono pericolosi: Toni però non è davvero fortunato: dopo il gol valido ma annullato contro la Romania, contro gli spagnoli le cose non cambiano: anche la loro difesa è attenta e il portiere Casillas estremamente reattivo. Così le poche volte che gli italiani si presentano al tiro sono sì pericolosi, ma improduttivi, con pochi momenti in cui mettono sotto pressione la difesa degli spagnoli.

Tutto è inutile. Si va ai supplementari ancora a reti inviolate, fosse anche per un gol fuorigioco. Donadoni ha fatto entrare vari nuovi giocatori, come Alessandro del Piero, magari con la prospettiva di giocarsela ai rigori, situazione in cui l'Italia ha avuto generalmente parlando ben poca fortuna (eccetto che nei mondiali del 2006).

La stanchezza comincia a farsi sentire da entrambe le parti, ma tra le poche occasioni della mezz'ora di gioco extra gli spagnoli hanno la palla match a pochi secondi dalla fine, con un velenoso diagonale che passa davanti a Buffon e finisce a fondo campo, non molto distante dal palo.

Gigi Buffon, in primo piano

Questa è l'ultima di una serie di azioni delle quali giova ricordare la parata di Buffon del 25' su Villa e poi Silva, al 38' Silva sbaglia di pochissimo; al 15' del secondo tempo parata di Casillas su Camoranesi, poi ancora Senna su Buffon al 35', e ancora lui tira a Buffon che para, ma perde la palla che viene respinta da un provvidenziale impatto esterno sul palo.

Silva ancora all'inizio dei supplementari, poco fuori la porta a portiere praticamente battuto, poi Casillas para Di Natale. Entra del Piero solo nel secondo tempo supplementare, ma non sortisce molto effetto anche se prova a servire una palla velenosissima nell'area di rigore, dando fondo a tutta la sua esperienza. Buffon para su Villa e poi l'occasione persa, all'ultimo minuto di Cazorla, già descritta prima.

Squadre esauste e la Spagna, che pure ha giocato sostanzialmente meglio, non ha tuttavia passato il catenaccio italiano. Ci prova con i rigori. Buffon e Casillas scherzano e ridono con l'arbitro. Poi si tira sotto la curva spagnola, tra gli ululati dei tifosi delle 'Furie Rosse'. Inizia la Spagna, che non è necessariamente un vantaggio sui tiri di rigore. Parte Villa e spiazza Buffon. È l'inizio di 6 minuti di tensione alle stelle, l'epilogo della serata. Risponde Grosso (che fu l'ultimo della finale di Berlino) e batte Casillas.

Poi Cazorla tira e stavolta non sbaglia. Dopo è il turno di De Rossi, ma Casillas si butta a destra e respinge la palla. 2-1. Arriva Senna sul dischetto, prende la mira e calcia: gol e 3-1. Camoranesi si posiziona, tira e non sbaglia: gol e 3-2. Il momentaneo pareggio lo provoca l'errore di Guiza: tiro e Buffon si butta a sinistra sulla palla bassa: parata e 3-3. Poi Antonio di Natale che aveva un conto in sospeso con Casillas e pensa di riuscire a saldarlo. Tira basso a sinistra, come Guiza: e come Guiza, Casillas para buttandosi a sinistra: 4 rigori e due parate. Ci sono ancora due rigori da tirare, ma la Spagna è sul 3-2. Arriva un altro ragazzino, Fabregas. Buffon si butta a destra, Fabregas tira a sinistra e la Spagna esulta. Ha battuto l'Italia per 4-2 e a questo punto non c'è nemmeno bisogno del decimo rigore.

I precedenti tra le due squadre[modifica]

E così la Spagna ha ottenuto quello che le è sfuggito per 88 anni. Era alle Olimpiadi di Anversa, che una squadra di giovanotti sconosciuti al grande pubblico provenienti da un Paese che allora aveva ufficializzato il professionismo solo da 6 anni. I ragazzi spagnoli del resto non furono falciati dalle mitragliatrici e asfissiati dai gas della Grande Guerra perché il loro governo si mantenne neutrale.

Fu un viaggio avventuroso per raggiungere il Belgio, a cui le Olimpiadi erano state affidate a mo di compenso per le distruzioni patite fin dall'inizio della guerra. La squadra si diresse ad Anversa in treno, viaggiando in terza classe per le terre francesi. Sconfissero la Danimarca per 1-0, poi litigarono tra di loro e anche per questo persero col Belgio. Ma anche in un'epoca di molto antecedente il calcio televisivo, le polemiche non mancavano: alla finale la Cecoslovacchia non volle partecipare, l'arbitro inglese era 'chiacchierato' e non gradito alla squadra, che per questo venne condannata alla sconfitta per 5-0 a tavolino. Ma che fare per stabilire chi dovesse vincere le altre medaglie? La Francia era già tornata a Parigi, dopo essere stata sconfitta proprio dalla Cecoslovacchia.

Il CIO decise di ripescare le squadre eliminate e la Spagna era ancora a disposizione. La squadra di Ricardo Zamora scese in campo contro la Svezia e vinse 2-1 con sette ospedalizzati per la gara massacrante e 'senza esclusione di colpi' tra latini e nordici. Ma già il giorno dopo c'era la gara con l'Italia: la Spagna, fisicamente provata, sembrava condannata alla sconfitta: invece, vinse ancora e per due a zero, con doppietta di Sesumaga, mentre Zamora venne espulso per un cazzotto che stese l'italiano Badini II.

Il portiere iberico Iker Casillas

Infine, ancora una vittoria: 3-1 sull'Olanda e storica medaglia d'argento per i dilettanti spagnoli. Nelle Olimpiadi di Anversa nacque così il loro soprannome, le 'furie Rosse'. Il portiere-simbolo del torneo fu poi coinvolto in un grave scandalo: al ritorno portava con se niente di meno che una scatola di sigari di contrabbando che vennero scoperti alla frontiera. Zamora fu arrestato e il ct Bru costretto alle dimissioni.

88 anni dopo, in un mondo irriconoscibile, un altro estremo difensore - il portiere simbolo del Real Madrid Iker Casillas - ha vissuto da protagonista la sfida con l'Italia. La Spagna ne ha vinte otto dal 1920, ma erano tutte amichevoli. Non che abbia accumulato grandi disfatte, dall'altro lato. L'ultima sconfitta in una partita ufficiale fu per 2-1 nei mondiali del '94. Era quella l'Italia dei due Baggio (Roberto e Dino), e anche allora aveva sofferto con un girone eliminatorio da 4 punti (perso con l'Eire per uno a zero, pareggiato con il Messico grazie al rigore 'trovato' da Baggio sparando una pallonata sulla mano di un difensore, e vinto in dieci contro una imbelle Norvegia), prima di "salire" di quota e convinzione e arrivare in finale con il Brasile, perdendo ai rigori.

Per quest'ultimo match Zapatero aveva pronosticato la vittoria per 3-2, mentre il gruppo rock Pignoise ha chiesto in un'apposita canzone la vittoria e l'impegno, dicendo grossomodo di metterci gli attributi evitando soliti epiloghi infelici. La nazionale spagnola, in effetti, ha raccolto molto meno di quanto la ricca tradizione dei suoi club di calcio farebbe pensare, finendo anzitempo la propria esperienza nei tornei mondiali.

Fonti[modifica]