Eutelsat oscura il canale televisivo anti-cinese New Tang Dynasty TV

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sabato 23 agosto 2008

New Tang Dynasty TV (NTDTV; 新唐人电视台 in cinese semplificato), un canale televisivo in lingua cinese visibile sui satelliti di Eutelsat che si autodefinisce «non allineato al governo di Pechino» e «voce libera della Cina», non risulta più visibile in tutto il continente asiatico dal 16 giugno scorso.

Della vicenda si sono interessate organizzazioni di difesa dei diritti umani e della libertà di stampa, dato che il canale televisivo è sempre stato sgradito al governo cinese per via della sua vicinanza al movimento del Falun Gong, ferocemente avversato dal regime al potere nel paese.

Un esponente di un movimento in difesa del Falun Gong è riuscito ad ottenere una confessione telefonica, disponibile in audio, dall'ambasciatore cinese in Italia, Sun Yuxi, che sarebbe stato parte attiva nell'operazione di censura.

Mentre la società Eutelsat parla di un problema tecnico ad uno dei loro satelliti che li avrebbe costretti ad un ridimensionamento dell'offerta, un dipendente, convinto di parlare con un membro del partito comunista cinese, ha dichiarato che l'oscuramento di NTDTV costituiva una precondizione necessaria per avviare trattative commerciali con il governo cinese e con la televisione di regime, China Central Television (CCTV; 中国中央电视台 in caratteri cinesi semplificati). Il finto apparatchik, però, era un esponente di Reporter Senza Frontiere che ha subito diffuso sulla rete la conversazione e denunciato, insieme alla stessa NTDTV, l'operazione censoria perpetrata dal governo cinese.

L'Unione Europea ha chiesto chiarimenti alla Eutelsat, che si trova sotto la giurisdizione europea avendo sede nella capitale francese, ma per ora la spiegazione fornita rimane quella del guasto tecnico.

Nel frattempo, denuncia Reporter Senza Frontiere, la Eutelsat ha firmato ricchi contratti per l'uso di piattaforme cinesi per il lancio di nuovi satelliti. Contratti che secondo gli addetti ai lavori, sono spesso la porta d'ingresso nel ricco mondo del dragone.

Fonti[modifica]