FOMC: «Peggiorate le prospettive dell'economia Usa»

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mercoledì 19 marzo 2008

Il FOMC (Federal Open Market Committee), l'ente della Fed incaricato di vigilare sulla politica monetaria ha nuovamente deciso di tagliare i tassi d'interesse Usa portandoli al 2,25% dal 3% precedente. Anche il tasso di sconto è stato toccato, scendendo dal 3,25% al 2,50%.

La decisione di queste modifiche, molto discussa anche in seno allo stesso consiglio, si motiva con il seguente comunicato: «Le prospettive dell'economia Usa sono peggiorate ulteriormente, la crescita dei consumi ha rallentato e il mercato del lavoro si è indebolito. I mercati finanziari rimangono in uno stato di grande stress e le crisi del credito e del mercato immobiliare minacciano di pesare sulla crescita economica per alcuni trimestri»

Le misure prese tenderebbero a ridare fiato ai mercati, permettendo un rilancio dell'economia con una crescita nel lungo periodo, sebbene ormai anche il segretario al Tesoro Henry Paulson sia scettico, ammettendo che l'economia Usa è in «forte declino».


Paese Tassi ufficiali (%) Ultima modifica
Stati Uniti
  • 2,25
  • tasso di sconto 2,50
18/3/2008
Eurozona
  • 4,00
6/6/2007
Gran Bretagna
  • 5,25
7/2/2008
Giappone
  • 0,50
21/2/2007


Marzo 2008: il mese decisivo?[modifica]

La situazione economica è in effetti molto grave. La crisi dei subprime sembra senza fine immediata, con un danno economico difficilmente calcolabile ma certamente enorme e rivisto al rialzo da mesi. Per capire la gravità della situazione basti ricordare come appena l'11 marzo scorso una operazione congiunta di USA, Europa e Svizzera ha cercato di risolvere la crisi di liquidità dei mercati: ben 200 miliardi di dollari saranno immessi dalla FED, BCE e Banca centrale svizzera. Si tratta di un'operazione su accordo TAF (Term Auction Facility), che mira a «ridurre le forti tensioni nei mercati del finanziamento a breve termine». Prestiti a 28 giorni, con garanzia coperta anche da mutui come quelli della Fannie Mae e Freddie Mac (società semipubbliche americane). In sostanza, vengono emessi soldi in cambio di mutui dal valore quantomai dubbio e difficile se non impossibile da quantificare, 'lavando' via molte delle 'mine' interne alle casse delle banche. Questo annuncio (perché di annuncio si tratta, l'operazione vera e propria è prevista per la fine del mese) ha inizialmente galvanizzato Wall Street che ha guadagnato il 3% abbondante, il dollaro ha interrotto provvisoriamente la sua caduta e il petrolio la sua crescita, nonostante il rialzo fino a 109.72 dollari-barile. Come si è visto nei giorni scorsi, questo effetto è stato piuttosto effimero, e il petrolio ha raggiunto quasi i 112 dollari al barile prima di ripiegare.

Come paradosso tutto economico, notare che il petrolio ha continuamente aumentato di prezzo nonostante la minore prevedibile richiesta di una economia in affanno, ma dopo l'annuncio della gigantesca operazione finanziaria internazionale, è sceso leggermente di quotazione: eppure, questa tenderebbe a rilanciare l'economia, e dunque inesorabilmente anche i consumi.

Da notare che sempre l'11 marzo la AIE (Agenzia Internazionale Energia) ha dichiarato che l'esigenza di petrolio è scesa, secondo le previsioni per il 2008, di 80.000 barili/giorno. Ma è poca cosa su una media di 87.5 milioni. E sopratutto non vi sono speranze pratiche per vedere un abbassamento del costo del petrolio, sopratutto perché non si tratta solo di 'speculazione'. Al riguardo è interessante dire che lo sganciamento dal petrolio delle economie ha visto la Gran Bretagna ritornare al carbone in un nuovo impianto nel Kent, mentre negli USA sono in costruzione giganteschi impianti eolici e solari, uno dei quali è previsto capace di fornire circa 4.5 GW, realizzato dalla Edison California nella 'Valle del vento' con una estensione di 50 miglia quadrate.

Fonti[modifica]