Fallisce in Romania il referendum per vietare le nozze gay

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Lunedì 8 ottobre 2018

La Romania con la bandiera arcobaleno simbolo del movimento omosessuale.

In Romania il 6 e 7 ottobre si è svolto il referendum costituzionale riguardante l'articolo 48, nel quale viene indicato il matrimonio come "un'unione tra coniugi"; l'obiettivo del referendum era cambiare il testo rendendo unica coppia ufficiale quella formata da un uomo e una donna, rendendo di fatto difficile, se non impossibile, un futuro riconoscimento delle nozze tra persone dello stesso sesso. Il quorum richiesto era del 30% ma è andato a votare solamente il 20,41% degli aventi diritto.

Il referendum era stato appoggiato dalla Chiesa ortodossa (in Romania l'80% della popolazione appartiene a questa fede), da quasi tutte le forze politiche, a eccezione del partito Unione Salva Romania e del presidente Klaus Iohannis. Il risultato sancisce una sconfitta per le realtà conservatrici e tradizionaliste della società romena (il paese, tra l'altro, negli ultimi anni ha avuto parecchi casi di abusi e violenze contro omosessuali).

Il risultato non cambia o legittima lo status delle coppie di persone dello stesso sesso nel paese, che comunque non sono allo stato attuale riconosciute dalla legge.

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