Federconsorzi: lo scandalo continua

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venerdì 24 febbraio 2012

Poco più di un anno fa l'allora ministro dell'Agricoltura Galan aveva detto in sede di audizione parlamentare che la vicenda Federconsorzi era lo scandalo maggiore del dopoguerra. Sembrava però che dopo 20 anni dal clamoroso crack della grande istituzione dell'agricoltura italiana l'ultimo problema rimasto in piedi fosse solo quello di decidere a chi attribuire gli 800 milioni di euro dovuti dallo stato per le pregresse gestioni degli ammassi grano.

Ora il quadro torna a complicarsi: Il Messaggero riferisce che il Tribunale di Perugia ha aperto una procedura nei confronti di magistrati del Tribunale Fallimentare di Roma per un non chiaro criterio di assegnazione dell'incarico di liquidatore giudiziale della Federconsorzi.

Il settimanale Panorama parla invece di un'altra inchiesta a carico di Sergio Scicchitano, liquidatore giudiziale dal 2003 al 201: le spese della procedura sarebbero state gonfiate. Il settimanale afferma che è insanabilmente nullo l'atto quadro che aveva trasferito tutti i beni della Federconsorzi ad una società costituita dalle principali banche. Il prezzo di 2.500 miliardi di lire, sarebbe stato incongruo per beni con una valutazione di 4.000 miliardi di lire. Il quadro risulta sempre più oscuro e non si intravede una soluzione.

Persino una delle poche certezze dello scorso anno è venuta a crollare. C'era, ne abbiamo sopra fatto cenno, una sentenza da tutti ritenuta definitiva che dichiarava lo stato debitore di 800 milioni di euro. Ora il giudizio è stato riaperto e la sentenza ribaltata. La confusione è totale.

Fonti[modifica]