Francia, "gilet gialli" in piazza contro il caro benzina

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Parigi, domenica 18 novembre 2018

"Gilet gialli" protestano in una strada statale vicino Belfort. Foto: Thomas Bresson

Continua anche oggi la mobilitazione dei "gilet gialli", contro il provvedimento del governo francese sull'aumento dei prezzi di benzina e diesel. Il bilancio fino ad ora, è di 409 feriti ed un morto, al quale si aggiungono diversi scontri a pochi passi dal'Eliseo, blocco del traffico al traforo del Monte Bianco tra la Francia e l'Italia e le cosiddette "operazioni lumaca", messe in atto da automobilisti che guidano a velocità ridotte per rallentare la circolazione. I "gilet gialli", un movimento di protesta che nasce dal basso e che accomuna tutti i cittadini francesi che rivendicano il desiderio di essere considerati dal governo. Questo sono gli oltre 300mila protestanti che tra ieri e oggi sono scesi in piazza, tutti con il simbolico gilet indossato dagli automobilisti in caso di incidente.

Non si sono fermati nemmeno nella notte i disordini, con circa 3.500 manifestanti rimasti in azione. La mattinata oggi, è cominciata invece con circa 150 blocchi sulle autostrade regionali, in particolare A10 e A7, e con proteste pacifiche in diversi punti di ingresso (7 su 9) al parco Disneyland di Parigi. Presa inoltre di mira con le "operazioni lumaca" l'autostrada A1, che da Parigi porta in Belgio. I manifestanti sono risultati particolarmente attivi nelle zone nord del paese; nel Pas-de-Calais durante buona parte della giornata, i "gilet gialli" hanno occupato i caselli autostradali, facendo passare gratuitamente le auto.

Non cambia però la posizione del governo, come ha affermato il ministro della Transizione ecologica, François de Rugy, che in un'intervista a Le Parisien afferma: “In tema di fiscalità ecologica, andiamo avanti sulla traiettoria prevista. Non farlo sarebbe incosciente”. Le misure attuate dal governo porteranno in concreto, all'aumento di 6,5 centesimi per il diesel e di 2,9 centesimi per la benzina, allo scopo di ridurre l'impatto ambientale nonché le morti per tumore causate da emissioni di carburante. Le proteste dei giubbotti gialli però, sono legate oltre che all'aumento del prezzo, anche ad una legge entrata in vigore il 1° luglio scorso; la riduzione del limite di velocità sulle strade extraurbane da 90 a 80 chilometri orari. Il provvedimento ha provocato malcontenti principalmente tra i lavoratori e gli abitanti delle zone rurali, che quelle strade le percorrono tutti i giorni, trovandosi dunque a fronteggiare degli allungamenti dei tempi di percorrenza. Diminuisce intanto la popolarità del presidente Emmanuel Macron, che secondo un sondaggio pubblicato oggi dal Journal du Dimanche è al 25%, il minimo assoluto nei suoi 18 mesi di presidenza.

Intervistato in serata dall'emittente televisiva France 2, il primo ministro francese Édouard Philippe ha detto: "In Francia, la libertà di espressione e di manifestazione sono garantite ma non è anarchia, ieri abbiamo visto scene che erano anarchia", riferendosi ai diversi manifestanti che hanno provocato disordini in prossimità dei palazzi governativi, nonché alla morte di una donna nella Savoia. Continuando, conferma anche la dichiarazione del collega François de Rugy, ribadendo che "la rotta non cambia se si alza il vento".

Fonti[modifica]