Gay pride a Roma e Milano

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domenica 8 giugno 2008

Si sono tenute ieri, 7 giugno 2008, le sfilate del Gay pride a Roma e Milano.

La sfilata romana ha contato, secondo gli organizzatori, mezzo milione di persone, mentre erano un numero compreso tra i 10 e 20 mila secondo i dati riferiti dalla Questura. Si è trattato di una festa all'insegna della musica e dei colori, fedele alla tradizione dei Gay pride.

Non sono comunque mancati i momenti e gli slogan di protesta, soprattutto contro la Chiesa cattolica, accusata di ingerenze nella politica italiana, e a favore della concessione di diritti per le coppie omosessuali. Esponenti di destra, inoltre, hanno tentato di irrompere fra i manifestanti, ma sono stato bloccati dalle forze dell'ordine.

Slogan accusatori anche contro vari esponenti della politica, ed in particolare contro il ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna. Proprio il ministro è stata protagonista delle incomprensioni tra organizzatori della manifestazione, sulla negazione all'utilizzo di Piazza San Giovanni (dove si trova una delle quattro basiliche romane, e sede del tradizionale concerto del primo maggio).

Alcuni esponenti di partito hanno criticato la posizione del Governo rispetto all'evento: per Giovanni Russo Spena, del PRC il governo è stato «oscurantista», mentre Vittoria Franco, del PD ha definito «grave» negare l'usufrutto della piazza. Secondo Felice Belisario, dell'Italia dei Valori, la Costituzione italiana garantisce il diritto di manifestare. Più duri Vladimir Luxuria (nel campo dei diritti civili, «l'Italia si sta muovendo all'indietro») e Franco Grillini, che ha definito il Gay pride «l'unica manifestazione di libertà individuale in Italia, dove sono in atto prove tecniche di dittatura».

A queste critiche ha risposto il ministro Carfagna, che ha così replicato: «I patrocini vanno dati ad occasioni di studio e di riflessione. Non mi sembra che fino a oggi il Gay pride sia stato tale». Il Gay pride «rischia di assumere un aspetto demagogico e folcloristico. E a Roma, nella capitale della cristianità, assume anche un aspetto diverso. Ha il sapore dello scontro ideologico contro chi, come la Chiesa, si oppone, a mio avviso giustamente, alle unioni omosessuali».

Particolare è stata la protesta di un gruppo di manifestanti appartenenti al movimento No-Vat che hanno esposto alcuni cartelloni in Piazza San Pietro, per contestare la serie di deviazioni al percorso imposte dalla questura della Capitale, prima di essere allontanati da esponenti delle forze dell'ordine.

La sfilata milanese ha contato circa 20 000 partecipanti (secondo gli organizzatori), e per 20 minuti si è trasformata in corteo muto per protestare contro la scarsa considerazione data dai politici alle tematiche LGBT. Anche qui, numerose proteste, specialmente contro il sindaco Letizia Moratti (PdL).

Fonti[modifica]