Vai al contenuto

Georgia: oscurata emittente in lingua russa

Da Wikinotizie, le notizie a contenuto aperto

lunedì 25 agosto 2008

Il governo georgiano avrebbe oscurato RTVi, l'unica emittente televisiva in lingua russa a cui era ancora permesso trasmettere nella repubblica caucasica. Le altre emittenti diffuse dalla Russia erano già state oscurate con la dichiarazione della legge marziale da parte del presidente georgiano Mikheil Saakašvili, l'8 agosto scorso. La notizia è stata riportata dall'emittente radiofonica russa "Echo Moskvy" (Eco di Mosca) e ripresa soprattutto da altri media russi, mentre vi è uno scarso riscontro fra i media occidentali.

Le fonti concordano nel riportare la causa dell'oscuramento dell'emittente da parte delle autorità georgiane: RTVi avrebbe proposto un'intervista al ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, realizzata dall'Eco di Mosca, nella quale lo stesso ministro criticava duramente il governo georgiano. L'associazione georgiana delle emittenti via cavo avrebbe di conseguenza oscurato, lunedì scorso, l'emittente russofona: la motivazione riguarda il fatto che RTVi sarebbe contravvenuta alla legge marziale.

Il caporedattore dell'Eco di Mosca, Alexei Venediktov, ha riferito all'agenzia di stampa russa "Ria Novosti" che «solo leader autoritari e totalitari si spaventano davanti ad un media di massa indipendente e professionale» e che la decisione abbia il fine di «oscurare la verità ai cittadini georgiani».

Un articolo pubblicato online il 13 agosto da "The Jewish Week", un settimanale ebraico newyorkese, occupandosi della posizione di rimprovero alla reazione russa nel conflitto nell'Ossezia meridionale da parte della comunità ebraica russofona, ha citato RTVi, la quale sarebbe proprietà di Vladimir Gusinski, milionario residente in Israele e, secondo la rivista, dichiaratamente anti-Putin. La stessa RTVi avrebbe trasmesso un sondaggio televisivo in cui veniva reso noto che il 75% dei telespettatori all'estero dichiarava di supportare la Georgia e solo il restante 25% la Russia, sempre secondo "The Jewish Week".

Fonti

[modifica]
Wikivoyage
Wikivoyage

Wikivoyage ha un articolo su Georgia.