Georgia attentato distrugge gasdotto

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22 gennaio 2006

Esplosione distrugge gasdotto, la Georgia al gelo[modifica]

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Alle tre di notte, due bombe hanno distrutto il gasdotto che attraversa l'Ossezia del Nord, in Georgia, e che trasporta il gas russo alla Georgia e all'Armenia. Nella mattinata, altre due esplosioni hanno colpito i piloni dell'alta tensione nella Repubblica Karachaevo-Cherkessia.
Georgia e Armenia rimangono al gelo.

Il governo di Tbilisi accusa i russi di condurre una nuova campagna politica "impropria", al seguito della crisi che portò alla brusca riduzione di gas fornito dalla Russia in tutta l'Europa e che comporto un aumento del prezzo per il paese da 60 a 110 dollari per mille metri cubi di gas. Inoltre la Georgia ha orientato la propria politica verso l'Europa, chiedendo l'entrate nella NATO e collaborando alla creazione di oleodotti e gasdotti che porteranno il gas dell'Asia centrale in Europa saltamdo la Russia. La Georgia ha anche rifiutato alla Gazprom la cessione della gestione della propria rete di gasdotti.
Mosca parla invece di fatalità e rinvia le accuse alla Georgia, che tenta di inscenare una «nuova isterica campagna antirussa».

L'incidente ha provocato una crisi energetica anche in Armenia, il cui gas arriva attraverso la Georgia. Occorre notare che il governo di Erevan è fedelissimo alla Russia e che necessita dell'appoggio russo, per contrastare il governo musulmano dell'Azerbaigian.

Fonti[modifica]

  • Corriere della Sera 22 gennaio 2006